Il Centrodestra sistema gli affari di bottega. Governo, trattative in alto mare

Il Centrodestra sistema gli affari di bottega. Governo, trattative in alto mare

22 Marzo 2018 0 Di Marino Marquardt

Vertice tra Berlusconi, Salvini e Meloni, il Centrodestra si  divide poltrone e poltroncine. Governo, sembra saltato l’accordo Lega – M5s.

Il Centrodestra sistema gli affari di bottega

Un vertice tra soci per sistemare alcuni affari di bottega. E’ il succo della riunione di ieri a Palazzo Grazioli tra i leader di Forza Italia, della Lega e di Fratelli d’Italia.

Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, in nome della compattezza del Centrodestra, si sono divisi poltrone, poltroncine e scranni di prima, seconda e terza fila.

Si tratta degli utili – tutto sommato modesti – ricavati dalle urne del 4 marzo e da cui sono stati esclusi Raffaele Fitto e Lorenzo Cesa, gli improvvisati ortopedici della cosiddetta quarta gamba.

Un affare di poltrone, dunque, nel quale non ha trovato spazio la discussione sulla questione politica.

La riunione è servita a Berlusconi per dimostrare soprattutto a se stesso la prova della propria esistenza politica attraverso la designazione di Paolo Romani alla presidenza del Senato, è risultata utile a Salvini per assicurarsi un’altra fetta di potere locale (Friuli Venezia Giulia dove sarà candidato alla presidenza Massimiliano Fedriga), è stata gradita dalla Meloni in quanto le ha consentito di urlare urbi et orbi “ci sono anch’io”.

In uno scenario apparentemente pietrificato, nel M5s al momento non si registrano novità significative.

Roberto Fico è il favorito nella corsa alla presidenza della Camera, mentre Luigi Di Maio ha confermato che i Cinquestelle non voteranno Romani alla guida di Palazzo Madama.

Il candidato di Berlusconi se lo voteranno in famiglia quelli del Centrodestra al quarto scrutinio.

Potranno farlo perché il regolamento della Camera è diverso da quello del Senato.

Giochi ancora tutti aperti, dunque, per quanto riguarda le intese sulle quali fondare il nuovo governo.

Governo, trattative in alto mare

Il puzzle è ancora ben lontano dall’essere composto.

Il Pd in totale stato confusionale per ora si tiene alla larga dalle trattative, il Centrodestra cerca il mercanteggiamento, Leu – numericamente ininfluente – è pronto a sostenere iniziative pentastellate, il M5s lima le sue proposte da mettere sul tavolo del confronto.

Ormai impraticabile l’accordo M5s-Lega, toccherà a Sergio Mattarella – vedrete – mettere ordine nel puzzle.

E non è detto che ci riesca.

Meno male che c’è il governo Gentiloni ancora in carica.

Un’ancora di salvezza.

Già perché in caso di fallimento delle trattative sul nuovo governo – mentre l’attuale Esecutivo sarà occupato a gestire l’ordinaria amministrazione o a gestire eventuali malaugurate emergenze – il nuovo Parlamento potrebbe dedicarsi alla scrittura di una nuova Legge elettorale, si spera finalmente decente. O no?