Il Coni cambia la giustizia sportiva. Sandulli: “garantire la terzietà dei giudici”
03 Luglio 2026Il mondiale di calcio è in pieno svolgimento e il 22 agosto in Italia inizia il campionato di serie A. C’è una notizia, però, che rischia di passare sotto silenzio, ed è la riforma della giustizia sportiva approvata la settima scorsa dal Coni. La riforma assegna nuovi compiti alla Procura generale dello sport che ogni anno è chiamata ad affrontare questioni complesse.

Due giorni fa è stato presentato in Senato anche il progetto dell’Osservatorio Nazionale sulla Giustizia Sportiva cui sta lavorando la politica. Due eventi a pochi giorni di distanza in un settore che ha importanti risvolti importanti sociali ed economici. Evidentemente c’è l’interesse che le gare sportive si svolgano nel rispetto delle regole e della correttezza. “La riforma approvata dal Coni è il primo passo per riformare la giustizia sportiva ” ha dichiarato il ministro dello Sport Andrea Abodi.
Ma cosa dobbiamo aspettarci per il futuro dal calcio e non solo ? E qual è il livello di fiducia degli italiani nella giustizia nello sport ? Ne abbiamo parlato al telefono con il Prof. Piero Sandulli, nostro stimato collaboratore, avvocato, docente di diritto processuale civile e di Giustizia sportiva e autore di un recente Codice di Giustizia Sportiva.
Professore Sandulli, la giustizia nello sport è un tema che resta sotto traccia, salvo esplodere in casi specifici con conseguenze imprevedibili. È anche argomento divisivo. Qual è il suo stato di salute ?
“Venti anni fa si è consumato l’ultimo grande processo della Giustizia Sportiva, che ha portato la Juventus alla retrocessione sanzionatoria in serie B e Milan, Fiorentina, Lazio e Regina ad essere pesantemente penalizzate. Da quel momento la nostra Giustizia Sportiva ha fatto notevoli passi avanti, sotto il profilo del Giusto Processo e del diritto alla difesa”.
Il Coni ha appena approvato una riforma.
“ Si e l’emanazione del Codice della Giustizia Sportiva nel 2014 è stato un atto importate. Tuttavia, la strada è ancora lunga per giungere alla pienezza delle garanzie di tutela”.
Cosa manca, secondo Lei ?
“È necessario agire per garantire soprattutto la piena terzietà dei giudici sportivi”.
Pensa che non sia garantita ?
“ Non dico questo. Dico che troppo spesso la giustizia sportiva viene usata per ragioni di politica federale, mentre sarebbe necessario riflettere sulla natura giuridica delle Federazioni. E lo dico in riferimento all’articolo 33 della Costituzione che riguarda lo sport”.
Professore, Lei ha vissuto importanti esperienze processuali. La giustizia sportiva si occupa anche della violenza collegata gli eventi. Quando accadono fatti gravi e intollerabili, il dibattito oscilla sempre tra ordine pubblico e responsabilità delle società sportive. La politica interviene con nuovi provvedimenti restrittivi, poi restiamo sconvolti dalle cronache. Che ne pensa ?
“Penso che nelle tifoserie c’è ancora troppa violenza. Hanno perso il gusto della ironia e sono avvolte da troppi altri affari non sempre leciti. Lo sport dovrebbe essere esempio di comportamenti virtuosi, mentre spesso si rende protagonista di vicende certamente non commendevoli”.
Il nuovo Presidente della Figc Giovanni Malagó ha detto che occorre “una disponibilità e una mentalità diverse, volte al cambiamento, in direzione delle riforme”. Da tempo lamentiamo che lo sport lancia anche segnali negativi, soprattutto alle nuove generazioni. È cosi ?
“Le dico semplicemente che tutte le manifestazioni sportive devono aiutare i giovani al rispetto delle regole ed alla virtuosità dei comportamenti. Certo, occorre maggiore coinvolgimento delle società sportive”.
In alcune casi, nel calcio in modo particolare, le società sportive sono state accusate di non prendere le distanze dai tifosi violenti….
“Lo so bene, per questo credo che sarebbe opportuno un nuovo status giuridico di tutte le società sportive. Impegnarsi nella lotta contro i comportamenti violenti di soggetti che non possiamo qualificare tifosi e che sono solo teppisti. Lo sport deve recuperare il ruolo maieutico del portatore dei sani valori”.
La giustizia sportiva continuerà ad essere messa alla prova. Molti episodi accadono anche perchè collegati al giro d’affari delle gare. Bisogna essere più realisti, non trova ?
“Certamente e non trascuro affatto gli aspetti economici dello sport. Sotto questo profilo, come dice Lei, ci vuole maggiore realismo, perché le cifre che si leggono sui giornali non sono certamente educative”.


