“Il fatto non costituisce reato”. Virginia Raggi assolta. Opposizioni e Media a lutto

“Il fatto non costituisce reato”. Virginia Raggi assolta. Opposizioni e Media a lutto

10 Novembre 2018 0 Di Marino Marquardt

“Il fatto non costituisce reato”. Assolta la sindaca di Roma, immediatamente rimosso il rogo da Piazza del Campidoglio messo su anche col contributo di una parte dei Cinquestelle.

Telegramma di Alessandro Di Battista agli Organi di Informazione: “Puttane!”

E’ corsa corale nel M5s a cercare pezze a colori, tutti a cospargersi il capo di cenere per non aver trovato il coraggio leonino di difendere la prima cittadina lasciata sola a combattere contro tutti. Mea culpa dei Cinquestelle con Luigi Di Maio che corre a riabbracciare la sindaca; squallore elevato alla massima potenza dalle parti delle opposizioni di Forza Italia e del Pd; imbarazzi da parte della Lega che già pregustava la prima poltrona del Campidoglio. Il silenzio di Matteo Salvini la dice tutta sulla delusione incassata. Finge di non aver incassato il colpo annunciando che ce la metterà tutta per aiutare Roma.

Virginia Raggi assolta, dunque. E mò come la metteranno i Giornaloni, e mò cosa scriverà  la Repubblica, e mò cosa commenteranno Mario Calabresi e Massimo Giannini? Erano pronti per il funerale, Costoro. Non a caso stamane Stefano Folli aveva scritto il necrologio della sindaca in prima pagina. Necrologio sparito a velocità superiore a quella della luce dalla prima pagina di Repubblica.it di oggi, 10 novembre. Lapidaria la definizione di Alessandro Di Battista da Oltreoceano nei confronti dei manipolatori delle tastiere: “Puttane!”.

In tanti speravano di essere spettatori dell’inizio della fine del M5s

Opposizioni e Media a lutto, dunque. Cercheranno di consolarsi col referendum sull’Atac. Ammesso che ci riescano, sarà una magra consolazione per Loro, Loro che speravano di essere spettatori dell’inizio della Fine del M5s.

I Cinquestelle negli ultimi mesi hanno fatto bingo in materia di errori. Ma resta il fatto che nelle amministrazioni locali e nel Governo non esibiscono sindaci, assessori o ministri condannati o nei guai con la Giustizia. Il marchio “onestà” è ancora ben visibile checché ne dicano i Cialtroni delle opposizioni e dei Media!

10/11/2018   h.16.10