Il Giardino della Minerva di Salerno: primo orto botanico d’Europa

Il Giardino della Minerva di Salerno: primo orto botanico d’Europa

23 Maggio 2021 0 Di Katia F. Mazza

Viaggio alla scoperta del giardino dei semplici della scuola medica di Salerno: il Giardino della Minerva racconta una storia quasi millenaria e svela gli arcani della medicina medievale.

Il Giardino della Minerva di Salerno: primo orto botanico d’Europa

Giardino della Minerva, la fontana della Gorgone (foto Giardino della Minerva).

Giardino della Minerva, la fontana della Gorgone (copyright Giardino della Minerva).

Il Giardino della Minerva, piccola perla del centro storico di Salerno, è un luogo dal fascino discreto e arcano, ben difficile da dimenticare. Non distante dal castello Arechi, è noto come giardino dei semplici della scuola medica di Salerno definita da Treccani come

la più antica istituzione medievale dell’Occidente europeo per l’esercizio e l’insegnamento della medicina”.

Si dice “semplice” una pianta usata a scopo terapeutico, singolarmente o in associazione con altre piante. Nel primo caso si parla di “medicamentum simplex”. Dall’associazione di più semplici si ottiene invece un “medicamentum compositum”.

Il valore di questo giardino è, in primis, di natura storica. La sua fondazione si deve a Matteo Silvatico, conosciuto con lo pseudonimo di Pandectarius. Egli, infatti, risulta essere l’autore del Liber Pandectarum Medicinae: raccolta di lemmi relativa principalmente a semplici di provenienza vegetale, minerale e animale ma anche a organi del corpo e malattie.

Matteo Silvatico: Pandectarius

Il Giardino della Minerva in notturna (copyright Giardino della Minerva).

Il Giardino della Minerva in notturna (copyright Giardino della Minerva).

Le fonti su Matteo Silvatico e la sua famiglia sono in qualche caso discordanti. Possiamo comunque dire che egli nasce a Salerno fra il 1270 e il 1280.

Qui studia e insegna e qui, come abbiamo visto, crea il suo giardino dei semplici. Sappiamo che i Silvatico, provenienti dalla piana del Sele, sono presenti in città dalla metà del secolo XII. Quanto alla corrispondenza fra l’hortus di Silvatico e l’attuale Giardino della Minerva, a fugare ogni dubbio sembra essere il fatto che questo sorga proprio nell’antico quartiere Plaium Montis dove si ricorda una proprietà di due Silvatico a partire dallo stesso secolo.

Il Liber Pandectarum Medicinae, o più semplicemente Pandectae, è opera di ampia fortuna. Nel 1474 viene dato alle stampe. A curare l’opera è il beneventano Angelo Catone Sepino, medico di Ferrante d’Aragona.

Già prima del 1500 si possono contare dieci ristampe. Ma le edizioni successive a quella napoletana omettono, perlopiù, il nome di Silvatico che diventa, semplicemente, Pandectarius.

Il Giardino della Minerva oggi

Scorcio del Giardino della Minerva (copyright Giardino della Minerva).

Scorcio del Giardino della Minerva (copyright Giardino della Minerva).

Il Giardino della Minerva subisce, nei secoli, diversi rimaneggiamenti. Ciò che vediamo oggi sono cinque terrazze unite da una scalea databile fra il XVII e il XVIII secolo, accompagnata da pilastri a pianta cruciforme e sormontata da una pergola.

Le specie presenti sono circa trecento, molte delle quali descritte nelle Pandectae e nel Lilium Medicinae, trattato della scuola medica di Salerno.

Nella prima terrazza, in particolare, è possibile osservare i semplici suddivisi secondo il criterio di classificazione della teoria umorale che associa i quattro elementi aria, acqua, terra e fuoco, a determinati temperamenti e patologie.

Altro aspetto interessante è il sistema di irrigazione a caduta, di origine araba, composto di fontane e vasche di accumulo, una per ogni terrazza. Nove le fontane presenti, fra cui spiccano quella della Gorgone e la fontana di Palazzo Capasso, che porta il nome dell’ultimo proprietario del giardino e del palazzo dal quale vi si accede.

Non si può omettere una nota sul panorama. Per la sua posizione, il Giardino della Minerva regala infatti la possibilità di abbracciare con lo sguardo la città e il golfo di Salerno.

Un invito alla contemplazione, nell’applicazione di quel principio della scuola medica inciso accanto a una delle fontane:

“Se ti mancano i medici, siano per te medici queste tre cose: l’animo lieto, la quiete e la moderata dieta”.

Un ricco programma di attività didattiche e divulgative

Una delle fontane del Giardino della Minerva (copyright Giardino della Minerva).

Una delle fontane del Giardino della Minerva (copyright Giardino della Minerva).

Il Giardino della Minerva, proprio in considerazione della sua antica funzione di ‘aula all’aperto’ per gli insegnamenti sui semplici (ostensio simplicium), offre un ricco programma di attività didattiche e divulgative.

Durante gli ultimi mesi, pur nel rispetto delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria in corso, sono state realizzate diverse iniziative fisiche e virtuali.

Lo scorso aprile ha avuto luogo la prima di un ciclo di tre conferenze dal titolo La dottrina umorale e le piante nel Mediterraneo che ha visto l’intervento di Alain Touwaide dell’Institute for preservation of medical tradition (Washington DC, USA). I successivi incontri sono previsti per le date del 25 maggio e del 1 luglio.