Il governo si riprende il nucleare. Nuovo traguardo al 2030
23 Gennaio 2026A quarant’anni dall’uscita dal nucleare, il Governo presenta un disegno di legge delega per reinserire l’energia atomica nel mix energetico nazionale. L’ obiettivo è di contribuire al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Non si tratta di un ritorno al passato, ma di una strategia orientata al nucleare sostenibile, basato su tecnologie avanzate, più sicure ed efficienti nella gestione dei rifiuti. La politica drizza le orecchie.
Al centro del piano governativo ci sono i Small Modular Reactors (SMR), reattori di piccola taglia prodotti in serie per ridurre tempi e costi di realizzazione, gli Advanced Modular Reactors (AMR) di IV generazione, che utilizzano sistemi di raffreddamento che minimizzano le scorie e, infine, i micro-reattori, per usi industriali specifici o territori isolati. Per tutte queste tipologie di apparecchiature la ricerca ,ha fatto passi da gigante. Purtroppo le discussioni a sfondo ideologico non fanno andare avanti i progetti da calare sui territori.
Il nucleare nel PNIEC
Secondo il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) del 2024, affidarsi esclusivamente alle rinnovabili renderebbe la transizione troppo costosa a causa della loro intermittenza. L’integrazione del nucleare consentirebbe ,invece, di ridurre i costi di sistema e garantire una produzione elettrica stabile con zero emissioni. In definitiva, si rafforzerebbe l’indipendenza energetica del Paese e, secondo le stime più recenti, si risparmierebbero fino a 17 miliardi di euro. Tutto questo sul piano tecnico- economico ma si sa che l’apertura al nucleare è questione squisitamente politica.

La delega prevede una cornice normativa completa per l’intero ciclo di vita degli impianti, dalla ricerca allo smantellamento, con decreti attuativi entro 12 mesi e correttivi da adottare nei successivi 24. L’entrata in funzione delle nuove tecnologie è prevista, comunque, dopo il 2030. Un arco temporale anche ristretto, se vogliamo. IL governo prevede anche un’Autorità indipendente per la sicurezza e misure di compensazione per i territori ospitanti impîanti nucleari.
L’iniziativa si inserisce nel quadro europeo della tassonomia UE e dell’Alleanza industriale sugli SMR. L’Italia punta anche su formazione, ricerca e sviluppo, inclusa la fusione nucleare, per rilanciare una filiera industriale strategica e favorire l’accettabilità sociale attraverso un’adeguata informazione dei cittadini.






