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Il mining bitcoin, ecco chi sono e come operano i “minatori” del web

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Oggi la rete Bitcoin crea monete virtuali circa ogni dieci minuti. Questa attività di generazione di Bitcoin viene appunto definita “mining“.
Inizialmente, il numero di Bitcoin generati contenuti in ogni blocco, era di 50 BTC. A partire dal 2012 la ricompensa di Bitcoin per blocco elargita agli utenti è passata da 50 BTC a 25 BTC, e lo è stata per i successivi quattro anni, oggi è di 12,5 e così via ogni 4 anni fintantoché si arriverà a quota 21.000.000 di monete distribuite nella rete. In quel momento, la ricompensa non verrà più elargita ed il guadagno sarà dato unicamente dalle commissioni delle transazioni stesse. Nonostante attualmente sono state già “coniati” oltre 17.000.000, cioè oltre l’80% del totale, la fine del mining è prevista ben oltre l’anno 2100. Qui potete trovare un link che vi dice quanto manca al prossimo “dimezzamento” del numero di bitcoin che si trovano all’interno di un blocco:  all’incirca alla fine di maggio del 2020.

Ovviamente può capitare che vengano “scovati, verificati e scritti” sulla blockchain dei blocchi contenenti bitcoin nuovi di zecca, anche in un tempo minore o maggiore (sempre in media) di 10 minuti. Cosa succede in questo caso se ad esempio la media si abbassa ad un blocco ogni 5 minuti? E se si alza a 20 minuti? Senza entrare troppo nel dettaglio, viene aumentata (se si impiega meno tempo) o diminuita (se ne impiega di più) la difficolta di mining. In pratica, per far sì che, venga rilasciato in blocco di rewards (ricompensa) di 12,5 bitcoin ogni circa 10 minuti, la difficoltà del sistema viene ricalibrata ogni 2016 blocchi, affinché i minatori siano in grado di creare un blocco (ovvero un insieme di transazioni, solitamente qualche centinaio) ogni dieci minuti circa. E’ anche vero che, grazie alla continua evoluzione tecnologica degli ASIC sempre più performanti preposti al mining, difficilmente la difficoltà di hashing è diminuita, e in questo grafico lo potete verificare.

Chi sono e dove si trovano i “minatori”?

Abbiamo capito come vengono estratti questi bitcoin, ma la domanda che sorge spontanea è da chi? Ma soprattutto dove? Sul chi, basta accedere al link ufficiale della blockchain e vedere il grafico della Distribuzione della capacità di hash tra i principali gruppi di minatori. Questi gruppi di minatori, comunemente chiamati in gergo, pools, sono in sostanza un gruppi di persone organizzate che, grazie a grossi investimenti di denaro, comprano ed assemblano un grandissimo numero di ASIC miners, li “uniscono” all’interno di uno o più capannoni, gli danno energia (a dire la verità un bel po’ di energia) e li fanno lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7 a risolvere algoritmi matematici, (vedi articolo precedente), sperando di essere i primi a “trovare la soluzione”, verificando il blocco ed avendo quindi diritto alla ricompensa di 12,5 BTC. Dove si trovano queste fabbriche di bitcoin, le cosiddette bitcoin farm? Due sono i fattori fondamentali importanti per poter posizionare una farm di bitcoin: energia a basso prezzo e basse temperature.
Tutti questi computer collegati tra loro, lavorando continuamente, assorbono notevoli quantità di energia elettrica, quindi è preferibile utilizzare green energy, cioè energia solare, idroelettrica ecc. Inoltre, tutti sappiamo che, qualsiasi computer, “funzionando” si surriscalda, dissipando energia elettrica in calore a causa dell’effetto joule, e quindi bisogna “usare” altra energia per raffreddarlo. È questo il motivo per cui di solito, come location, si preferiscono i posti freddi, o in alternativa, nel sottosuolo e di conseguenza e non a caso, le più grandi mining farm si trovano soprattutto in Islanda ed in Cina, dove fa freddo e dove si trova energia a buon prezzo. Guardando il grafico della distribuzione della potenza di hash, si capisce che questo mercato è ad appannaggio di pochi gruppi, quindi, fate molta attenzione a chi vi propone di guadagnare dal mining del bitcoin, chiedetegli prima il nome della pool cui fanno parte e verificate voi stessi se effettivamente risultano operativi sulla blockchain. Approfondiremo questo ed altri aspetti nel corso della prossima puntata.
Nel frattempo non esitate ad aprire una discussione, lasciare un commento o a chiedere qualora aveste qualche dubbio in merito a quello che avete letto e, ricordate che, per partecipare attivamente alle attività di mining del bitcoin, è possibile iscriversi gratuitamente al mio gruppo di miners, a questo link.