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Il Ministro Salvini viola la legge del mare e provoca i pm: “Venite a prendermi”

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Un fotogramma tratto dalla diretta di Matteo Salvini su Facebook (ph. Ansa).
Un fotogramma tratto dalla diretta di Matteo Salvini su Facebook (ph. Ansa).

“Sequestro di persona” il reato ipotizzato contro ignoti. E Salvini risponde in una diretta Facebook: “Sono noto e sono qui, venite a prendermi”.

Il titolare del Viminale da arrestare se i magistrati avessero sufficiente fegato

Chiariamo:  la nave militare Diciotti è italiana. E chi è a bordo di una nave italiana – fino a prova contraria – è su territorio italiano. I 148 migranti ostaggio di Matteo Salvini sono dunque su territorio italiano. Perché mai dunque non potrebbero sbarcare sulla terraferma dal momento che – bloccati come sono in mare – potrebbero anche dalla stessa imbarcazione chiedere asilo politico?

Se due più due fa quattro, non c’è dubbio allora. Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha dato disposizioni in violazione della vigente legge e delle leggi internazionali in materia.

Andrebbe arrestato per sequestro di persone, il Ministro.

Hanno ragione i magistrati nel ravvisare il reato, hanno torto quando parlano di denuncia contro ignoti.

E’ una questione di fegato, signori togati! In questa storiaccia non vi sono  “ignoti”, vi è soltanto un” ignoto noto”. Si chiama Matteo Salvini.  E si è anche sfrontatamente autodenunciato. “Venitemi a prendere”, ha provocato.

Costui va fermato.

Basta con le spacconate, basta col bullismo ministeriale!

Le timidezze e i silenzi dei Cinquestelle rischiano di far perdere loro la faccia

In questo quadro amareggiano le timidezze e i silenzi dei Cinquestelle. Già silenti, troppo silenti, di fronte ai 49 milioni spariti dalle casse della Lega.

Detto in parole povere, il M5s rischia di giocarsi la faccia, di bruciarsi. Rifletta, rifletta bene Luigi Di Maio

Il tutto in un quadro politico desolante. Uno scenario nel quale il Pd – ancora sotto il giogo renziano – non appare in grado di proporsi come eventuale interlocutore nel caso di una crisi di Governo, nel quale Forza Italia è ormai allo stato vegetativo e quelli di Fratelli d’Italia fungono da ossequiosi valletti al servizio della Lega. Per non dire delle residue schegge della Sinistra di Leu.

Intanto si affaccia l’interrogativo d’obbligo. Il paradossale caso della Diciotti aprirà la strada alla crisi di governo? E questa eventuale strada rappresenterà anche una via di fuga dagli impegni economici assunti da M5s e Lega verso gli elettori. Insomma Cinquestelle e Lega giocheranno a rompere per sottrarsi alle rispettive responsabilità e promesse verso i cittadini?

Staremo a vedere.

Intanto un severo monito da parte del Quirinale sarebbe quanto mai salutare per un Paese che rischia l’ingovernabilità.