Il pagamento dei caccia F35 crea nuovi contrasti nel governo

Il pagamento dei caccia F35 crea nuovi contrasti nel governo

15 Marzo 2019 0 Di Pietro Nigro

Il governo Conte paga i caccia F35 già consegnati, ma rischia di spaccare di nuovo M5s e Lega. I Cinquestelle vogliono la revisione della commessa.

F35, il governo paga 389 milioni alla Loocked Martin

Potrebbe esplodere una nuova spaccatura nel governo Conte: a provocarla gli F35, i caccia commissionati agli Usa per la nostra aviazione ma sempre contestati dal Movimento 5 stelle. Oggi la Presidenza del Consiglio ha fatto sapere di aver provveduto al pagamento degli F35 consegnati dagli americani, ma i Cinquestelle hanno fatto sapere che, sebbene il pagamento sia dovuto, l’intera commessa deve comunque essere riconsiderata.

Il pagamento degli F35 alla Lockeed Martin, per un importo di 389 milioni di euro, è stato comunicato con una nota del Governo, diffusa dopo che oggi si è tenuto a Palazzo Chigi l’incontro tra il premier Giuseppe Conte e la ministra della Difesa Elisabetta Trenta. Incontro definito “un’occasione per vari aggiornamenti riguardanti i temi della difesa. In particolare – si legge nel comunicato della Presidenza del Consiglio – il colloquio ha riguardato anche il tema degli F35. Sono state già trasferite negli Stati Uniti le somme dovute per le commesse già completate e nei prossimi giorni verranno concretamente effettuati i pagamenti“.

Il caccia F35 Joint Strike Fighter è la quinta generazione del velivolo da caccia costruito dalla LM per le Forze armate Usa e di altri dieci Paesi tra cui l’Italia. Si tratta di un velivolo monoposto e mono motore, che combina avanzate capacità operative, velocità e agilità, ed è adatto, secondo i costruttori, per condurre diverse azioni di intelligence, sorveglianza e attacco che un tempo richiedevano diversi tipi di aerei.

L’adesione dell’Italia al programma per il caccia di quinta generazione Joint strike fighter risale al 1998, ai tempi del Governo Prodi, che aveva previsto inizialmente l’acquisto di 131 velivoli, in parte per l’Aeronautica e in parte per la Marina. Il programma è stato poi ridotto nel nel 2012, quando il numero degli aerei da comprare è stato portato a 90. Ad ora, sono stati consegnati all’Italia 11 caccia, e il dodicesimo è in arrivo, ma il ministro Trenta ha avviato una nuova revisione del programma, insieme alla sospensione del pagamento degli aerei già consegnati, per un importo di 389 milioni di euro. Adesso, il dossier è stato presentato a Conte, che lo deve discutere in occasione di un prossimo incontro con il presidente Usa Donald Trump, mentre i pagamenti sono stati sbloccati e verranno saldati effettivamente nei prossimi giorni.

Nei prossimi mesi – rende inoltre noto la Presidenza del Consiglio – tutti i comparti della Difesa, sotto il coordinamento del Ministro Trenta, saranno chiamati a operare una ricognizione delle specifiche esigenze difensive dell’Italia, in modo da assicurare che le prossime commesse siano effettivamente commisurate alle nostre strategie di difesa, con l’obiettivo di garantire la massima efficacia ed efficienza operative in accordo con la collocazione euro-atlantica del nostro Paese“.

Ma, il tema F35, insieme alle altre revisioni della spesa militare annunciate, potrebbe aprire un altro fronte di contrasto all’interno della maggioranza di governo.

Già questa mattina, in qualche modo, in una conferenza stampa alla Camera il vicepremier Matteo Salvini ha “messo le mani avanti”, affermando che “L’industria aeronautica italiana è un’eccellenza, quindi ritengo un danno per l’economia italiana ogni ipotesi di ravvedimento o rallentamento. Se non lo facciamo noi, inoltre, lo fanno Francia e Germania, quindi non vedo perché fare regali ai nostri competitor“.

A sua volta, il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, che è intervenuto a Bruxelles alla conferenza sulla Siria, ha invece ribadito che “Sugli F35 abbiamo detto, e lo confermiamo, che occorre una revisione profonda degli accordi fatti, ma è chiaro che, se abbiamo delle commesse da pagare, certamente non passeremo alla storia per aver tradito un accordo fatto con aziende private. C’è un’intera filiera che va rispettata. Questa è materia della difesa – ha detto – quindi non mi voglio sbilanciare. Dico soltanto, come abbiamo sempre detto, che specialmente in questo periodo di recessione globale, con un governo che ha investito tutte le sue risorse nelle fasce più deboli della popolazione, con il reddito di cittadinanza, dobbiamo stare molto attenti agli investimenti che facciamo in settori che non sono né prioritari e nemmeno competitivi e provare, come un buon padre di famiglia, a spostare i soldi dove servono davvero“.

Difesa, il Governo Conte avvia la ricognizione di tutte le spese della Difesa

Dal vertice di Palazzo Chigi tra Conte e la Trenta, esce dunque la linea che il governo intende seguire nelle prossime settimane: una ricongizione di tutte le esigenze della Difesa e quindi una revisione di tutte le commesse. Linea che dovrebbe risultare gradita soprattutto alla componente grillina della maggioranza, e meno a quella leghista.

A quanto è stato comunicato da Palazzo Chigi dopo l’incontro di ieri, Conte e la ministra Trenta hanno deciso che “nei prossimi mesi tutti i comparti della Difesa, sotto il coordinamento della ministra, saranno chiamati a operare una ricognizione delle specifiche esigenze difensive dell’Italia, in modo da assicurare che le prossime commesse siano effettivamente commisurate alle nostre strategie di difesa, con l’obiettivo di garantire la massima efficacia ed efficienza operative in accordo con la collocazione euro-atlantica del nostro Paese”.

Sul tema, i vertici delle Forze armate sono invece favorevoli ad una accelerazione della spesa, anziché ad una riduzione. Mercoledì scorso, il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, Alberto Rosso, ha parlato del tema F35 in Parlamento, dove ha espresso “forte preoccupazione” per l’incertezza intorno al programma F35 e “per le ipotesi di un calo quantitativo” degli aerei che l’Italia acquisirà: “L’F35 – ha sostenuto – è l’unica soluzione perseguibile. L’alternativa sarebbe certamente costituita da mezzi più vecchi, superati e più costosi”.

Ma al generale Rosso ha risposto il sottosegretario Di Stefano: “Viene da dire che qualsiasi provvedimento si prenda, c’è sempre qualche portatore di interessi. Non lo dico in termini negativi. Un buon governo deve valutare le riforme e le misure nella loro complessità. È un problema di dove mettere le risorse“.

Dall’opposizione, arriva il commento di Forza Italia. “Il vertice di oggi tra Conte e la ministra Trenta ha messo solo una pezza sulla figuraccia dei mancati pagamenti agli Stati Uniti per le ultime commesse prefigurando però un pericoloso scenario di incertezza sulle scelte future del governo. L’annunciata ‘ricognizione delle specifiche esigenze difensive dell’Italia somiglia molto infatti all’ennesima perdita di tempo per nascondere le divisioni nella maggioranza – afferma la senatrice Anna Maria Bernini, presidente del gruppo azzurro a Palazzo Madama – divisioni insanabili mettono a rischio la sicurezza nazionale“.