Il Papa arriva in Marocco per incontrare il vero Islam

Il Papa arriva in Marocco per incontrare il vero Islam

30 Marzo 2019 0 Di Corrado Corradi

Il Papa arriva in Marocco. ecco le ragioni per dire che la visita al re sarà molto utile e che questa volta il Cristianesimo incontra davvero l’Islam.

Marocco, il Papa troverà “pane per i suoi denti”

Oggi il Santo Padre sarà in Marocco e vi rimarrà fino a domani quando, dopo aver incontrato il Sovrano marocchino Mohammed VI e i dignitari del Paese, terrà la messa nello stadio di Rabat per poi far rientro in Italia.

Non si confonda questa visita con la precedente effettuata negli Emirati arabi; la portata é profondamente diversa, qui in Marocco (da dove scrivo questo pezzo) il Papa troverà «pane per i suoi denti» (mi si passi il termine ma il Santo Padre mi risulta apprezzi la schiettezza) perché a differenza della precedente visita ad Abou Dhabi questa visita é foriera di sviluppi positivi per entrambe le religioni.

Per quale ragione possiamo stare certi che questa visita avrà peso e significato importanti?

Le ragioni sono molteplici e mi accingo ad elencarle (tralascio per non dilungarmi troppo gli aspetti attinenti allo sviluppo economico e sociale del paese):

il Marocco é un paese musulmano a tutto tondo e i marocchini tutti professano l’Islam in maniera ortodossa e con profonda convinzione… sono sostanzialmente dei «pii» (secondo l’accesso islamico al termine).

Eppure in Marocco non vi é traccia di estremismo religioso e le religioni in competizione monoteista (mi si passi anche in questo caso il termine) con l’Islam, il cristianesimo e l’ebraismo, hanno il loro spazio; nessuno le contesta ed ebrei e cristiani vivono la loro libertà di culto assieme ai fratelli musulmani.

Portati come siamo a credere che l’Islam sia tutto come quello che viene professato nei paesi del golfo, sembra quasi incredibile, ma é così.

In Marocco l’Islam è guidato da un “Papa”

Ed é così perché in Marocco viene professato quello che io definisco, ad uso e consumo dei miei confratelli cristiani che vivono in Europa, il vero Islam (mi perdoneranno gli ‘Ulema ma, nella mia ignoranza, uso termini «di pancia»), l’Islam di Scuola Giuridica Malekita e di speculazione metafisica Sufi.

E non solo, é così perché é un Islam guidato da, mi si passi quest’ultima definizione poco ortodossa, un “Papa”, il Sovrano marocchino, il quale é anche «Amir al Mouminine», ossia, comandante dei credenti, autorità spirituale che assicura la libertà di culto alle tre religioni monoteiste presenti nel paese.

E’ questo impianto intelligente che garantisce al Marocco l’armonia e la stabilità religiosa senza ricorrere a quegli eccessi (uso un eufemismo) che caratterizzano i paesi del golfo.

Per descrivere l’Islam marocchino, l’Islam di quel paese musulmano che mi ha accolto quand’ero migrante nel 1965 e mai mi ha chiesto di convertirmi e mai mi ha impedito di professare la mia fede, sono solito ricorrere al «discorso di Toumliline», pronunciato nel 1950 dall’allora principe ereditario e futuro Re Hassan II, padre dell’attuale Sovrano, in occasione dell’inaugurazione dell’omonimo monastero benedettino; tale discorso costituisce la cifra spirituale del Marocco.

Discours d’accueil de SAR Moulay Hassan
Dans ce pays que Sa Majestè le Roi espere voir devenir le trait d’union entre l’orient et l’occident,…….. mesdames et messieurs, vous etes chez vous.
Car l’homme de bien, le croyant, l’homme honnete est partout chez lui……
Alors, ce pays qui est le votre, est surtout la maison de Dieu, elle est celle de tous les croyant, celle de tous les hommes qui ont des aspirarions egaless dans un monde meilleur.

E’ su queste solide premesse che il dialogo tra Islam e Cristianesimo puo’ dare i migliori frutti.

Ed é su queste basi che l’Islam troverà, come l’ha trovato in Marocco, la via dell’apertura e dello sviluppo nel rispetto della tradizione.