PNRR a passo lento. Opere a rischio per il 2026
07 Agosto 2025Lo Stato paga ogni mese 3 miliardi di euro per lavori eseguiti, ma per centrare gli obiettivi al 2026 nel servirebbero almeno 9. Burocrazia e indecisioni politiche frenano l’attuazione del Programma. Le preoccupazioni dei costruttori.

PNRR, cartina di tornasole dell’efficienza italiana ? C’era da aspettarselo quando la macchina di soldi e appalti si è messa in moto.L’Italia non ha mai brillato per burocrazia e autorizzazioni che continuano a scoraggiare centinaia di iniziative. Vai a cercare le cause e ti perdi nella notte dei tempi. Peggio, se vuoi capirci qualcosa di più consultando libri, ricerche ed esperti. Burocrazia freno, non acceleratore. Eppure i soldi sono stati stanziati. Ora, secondo la Struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei ministri che tiene sotto controllo il PNRR, a maggio lo Stato ha fatto pagamenti per 79 miliardi di euro, pari a oltre il 40% dei 194,4 miliardi assegnati all’Italia. Il programma Next Generation EU è stato concepito apposta per dare slancio alla nostra economia e portare, finalmente, il Paese sulla strada di uno sviluppo sostenibile e moderno. Ma se non infrangi il muro delle scartoffie (anche digitali) avrai fatto un lavoro a metà. Ancora una volta. Il rischio si fa vivo anche ora in piena estate, quando i cantieri si fermano per ferie.
Il Ponte sullo Stretto
Si, da ieri non si parla che del Ponte sullo Stretto, opera simbolo del governo di Giorgia Meloni, dei 13,5 miliardi di euro da spendere per collegare una volta per tutte Sicilia e Calabria e di qualcosa che non riusci nemmeno ai Romani. Il Ponte si farà con buona pace di chi ha protestato, protesta e protesterà. La stessa struttura di missione sul PNRR, ha detto che ogni mese si fanno pagamenti per 3 miliardi di euro per i lavori effettuati al Nord, al Centro e al Sud. Soldi veri per materiali, stipendi, consulenze e contributi che fanno girare l’economia. Ma sono sufficienti questi denari con questi ritmi a farci arrivare al 2026 con le opere (quante ?) concluse e funzionanti ? Macché ! Se vogliamo avere qualche speranza, bisogna triplicare i pagamenti, staccare assegni per oltre 9 miliardi ogni mese. Cercate di mettere in campo una moltiplicazione della capacità di spesa di un +300% rispetto all’attuale velocità operativa, dicono i costruttori. Guardano al loro campo, ma sono patrioti. Il Documento di economia e finanza di Giorgetti- Meloni prevede per quest’anno una spesa superiore ai 38 miliardi di euro “obiettivo che appare raggiungibile soltanto se l’attuale trend verrà sensibilmente rafforzato” osserva Federcepicostruzioni. E il suo presidente Antonio Lombardi è ancora più esplicito: ” Nessun sistema amministrativo, nemmeno quello più efficiente, può realisticamente ipotizzare un triplicamento della capacità di investimento pubblico in un arco temporale così ristretto. Se non si avvia una riflessione immediata e pragmatica, il rischio è che il Paese vada incontro a una perdita secca di risorse e di credibilità a livello europeo “. È burocrazia sottobraccio alla politica, caro Presidente !
La settima tranche
L’Italia sta per ricevere, intanto, la settima tranche da 18,3 miliardi, cosi che le somme incassate salgono a 140 miliardi di euro. Da mesi si parla di rimodulazione del Piano e il governo non ha presentato nemmeno la relazione semestrale alle Camere. Ma si, ci pensiamo a settembre, abbronzati e rilassati. Quanto importa che le nubi dei pagamenti oscurano il cielo sopra la testa di imprenditori e lavoratori ? Se i primi si lamentano, i secondi rischiano il lavoro. La premier non cadrà in un buco del genere. “Gli operatori economici, le imprese del settore costruzioni, i soggetti attuatori sono sotto pressione, e il sistema appare vicino a un punto di saturazione. Serve un piano B operativo, non solo una rimodulazione formale”, aggiunge Lombradi. Dice che è in gioco non solo la capacità di spesa dello Stato, ma la reputazione dell’Italia e la tenuta del comparto infrastrutturale nazionale. Cose sentite e risentite, e non siamo tornati al punto di partenza ?


