Il referendum, la Costituzione e il clima da stadio

Il referendum, la Costituzione e il clima da stadio

17 Febbraio 2026 Off Di Piero Sandulli

La Costituzione è la legge fondamentale della Repubblica italiana- è bene ricordarlo- e fino al 2001 le modifiche sono sempre avvenute con la maggioranza qualificata dei due terzi dei parlamentari, in coerenza con il dettato dell’articolo 138 della Carta. Ciò a dimostrazione che le modifiche relative alle regole del gioco, vanno realizzate nella condivisione delle forze politiche.

Con questo criterio sono state introdotte rilevanti riforme, come quella dell’articolo 111 sul giusto processo. Poi qualcosa nel sistema politico si è rotto. La partitica si è trasformata in contrapposizione e si è sottratta ad ogni ipotesi di mediazione tra le opposte posizioni. I risultati sono davanti a nostri occhi.

Il ruolo del Parlamento

Tale situazione, a mio avviso, ha il suo momento iniziale quando fu fatto saltare il tavolo della Commissione Bicamerale, che bene aveva lavorato tra il 1996 ed il 1998. Da quel momento in avanti non vi è più stato alcun tentativo di fare sintesi dell’opera legislativa. Ciò mette in luce la mancanza del bilanciamento tra i Poteri nella corretta impostazione voluta, alla metà del diciottesimo secolo, da Montesquieu.

Dall’ultimo decennio del 1900 è venuto meno il fondamentale ruolo del Parlamento, vero luogo della meditazione democratica, ormai ridotto ad un mero convertitore di decreti legge. Perchè è accaduto ? Perchè c’è stato un scadimento della qualità e della autorevolezza dei suoi componenti. Uno stato di cose che ha determinato l’abbassamento di ogni dibattito politico, coinvolgendo anche soggetti che dovrebbero mantenere un ruolo tecnico nel processo legislativo. Sono questi soggetti che spiegano tecnicamente le diverse posizioni in campo rispetto a un provvedimento da adottare, senza farsi coinvolgere in ragionamenti di pancia, piuttosto che di testa.

I referendum di Mario Segni

Credo che gli italiani siano stanchi di questo stato di cose e lo dimostrano astenendosi in misura sempre maggiore dal voto. In questo clima da stadio, evidentemente, lo considerano inutile. Le scelte vengono fatte tra pochi, non sempre tecnicamente all’altezza, ed imposte a tutti. Cosa aspettarsi ? Si può sperare in un cambiamento ? Dico la mia.

Il mio sogno è di tornare al gusto della Politica di tutti, recuperando lo spirito dei referendum elettorali, voluti da Mario Segni, che ebbero, per l’ultima volta, il merito di coinvolgere i cittadini tra il 1991 e il 1993, facendoli sentire protagonisti del cambiamento. Sognare non costa nulla e, talvolta, i sogni si avverano.

* Piero Sandulli è avvocato e docente di diritto processuale civile

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