Economia-Il viaggio del biologico italiano: più vendite sui mercati internazionali. Intesa Federbio-Regioni
18 Febbraio 2026Il biologico italiano ? È tra i migliori al mondo ed è in costante cammino verso riconoscimeti istituzionali. La partita, anche per questo settore, si gioca ormai a livello internazionale cercando di contrastare le centinaia di produzioni che non danno garanzie di qualità.
L’ultimo riconoscimento per il biologico italiano è arrivato pochi giorni fa dalla Conferenza Stato-Regioni, attraverso un’intesa con FederBio.L’accordo è stato sottoscritto per tutelare l’origine della materia prima nazionale e rafforzare le garanzie di sicurezza alimentare per i cittadini.
Il Marchio del biologico italiano è una certificazione volontaria prevista da una legge del 2022. I prodotti che lo espongono, accanto a quello dell’Unione europea, afforzano la riconoscibilità e la competitività dei prodotti Made in Italy sui mercati mondiali. La competizione si svolge spesso in maniera asimmetrica: prodotti bio contro prodotti senza tracciabilità, ma il biologico italiano cresce e il giro d’affari oggi supera di 5 miliardi di euro.
Mammuccini (FederBio): ” fiducia e tracciabilità”
“L’intesa con la Conferenza Stato Regioni che dà il via libera al decreto sul Marchio del biologico italiano è un altro tassello per l’avvio di una misura che può contribuire allo sviluppo del settore, costruendo fiducia e tracciabilità, sostenendo i nostri produttori e garantendo ai cittadini la massima riconoscibilità del biologico nazionale”, ha commentato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.
In questo modo la filiera può competere a livello internazionale offrendo qualià ma soprattutto sostenibilità nella produzione. Sodisfatti i produttori che continuano a chiedere alle istituzioni sovranazionali maggiore attenzione nella firma di trattati sul commercio. Loro coltivano senza chimica di sintesi, tutelano ecosistemi e biodiversità, tramandano metodi di lavorazione e identità dei territori, ma la realpolitik spesso li delude.
“Nel 2025 le vendite di alimenti biologici in Italia sono aumentate del 6,2% – ha aggiunto Mammuccini. Hanno raggiunto 5,5 miliardi di euro, mentre l’export sfiora i 3,9 miliardi”. Numeri che salgono ancora. Quale segnale si ricava ? Una maggiore consapevolezza dei cittadini nel consumare prodotti agricoli non alterati e ben tracciati. Il marchio è una garanzia per coloro che non vogliono essere raggirati e che sostengono una parte della economia green del Paese.






