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Incentivi, Invitalia lancia la app della misura Resto al sud

Nasce la app per Resto al Sud, la misura di Invitalia che offre 1.250 milioni di euro per gli imprenditori meridionali: così si segue l’avanzamento del progetto e si contattano banche e partner.

Invitalia, Resto al Sud diventa una App

Resto al sud, la misura di investimento che offre 1.250 milioni di euro per finanziare progetti d imprenditori meridionali under 36, diventa una app. Invitalia ha rilasciato il nuovo programma scaricabile su smartphone che permette sia di seguire il proprio progetto di investimento sia di ricercare partner e banche per “costruire il proprio progetto”.

La app Resto al sud, che è stata presentata nella sede di Invitalia da Barbara Lezzi, ministro per il Sud, e Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, è scaricabile gratuitamente da Google Play e App Store.

Con Resto al sud gli aspiranti imprenditori possono svolgere un gran numero di funzioni. In primis, seguire in tempo reale lo stato di avanzamento della domanda per ricevere gli incentivi di Resto al Sud e di rimanere sempre informati su tutte le novità.

Si tratta, a quanto reso noto da Invitalia della prima app digitale realizzata in Italia per un incentivo pubblico.

La app include le notifiche push nell’area pubblica dell’App, con cui si può avere informazioni sull’incentivo, leggere le news e conoscere le date dei workshop e degli eventi di promozione in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Chi ha presentato la domanda per ricevere gli incentivi sul sito può entrare nell’area riservata della App e seguire in tempo reale la valutazione del progetto. Arriverà una notifica sullo smartphone ogni volta che si passa allo step successivo o quando il team di valutazione ha bisogno di più informazioni. Grazie al calendario integrato, è possibile anche salvare le scadenze e gli appuntamenti.

L’App dà inoltre la possibilità di cercare le banche convenzionate per ricevere il contributo finanziario e gli enti pubblici, le università e gli organismi di terzo settore in grado di dare agli aspiranti imprenditori un aiuto concreto e gratuito per “costruire” il progetto d’impresa.

Resto al Sud, 1.250 milioni di euro per imprenditori under 36

Resto al Sud è un incentivo gestito da Invitalia che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani nelle regioni del Mezzogiorno.

Ad essa possono accedere solo giovani tra 18 e 35 anni che siano residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda di finanziamento, oppure trasferiscano la residenza nelle regioni indicate dopo la comunicazione di esito positivo e che non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento né siano già titolari di altra attività di impresa in esercizio.

Possono presentare richiesta di finanziamento anche le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

Resto al sud è un incentivo a sportello: le domande vengono esaminate senza graduatorie in base all’ordine cronologico di arrivo.

La misura ha una dotazione finanziaria complessiva è di 1.250 milioni di euro e permette di avviare iniziative imprenditoriali per la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone e nel turismo. Sono escluse dal finanziamento le attività agricole, libero professionali e il commercio.

Con Resto al Sud è possibile ottenere finanziamento per le spese relative a ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

Il finanziamento che si può ottenere con Resto al Sud copre il 100 per cento delle spese ammissibili e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35 per cento dell’investimento complessivo e un finanziamento bancario pari al 65 per cento dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.