Inchiesta Fanpage.it: dalla valigetta al trolley, dal faccendiere alla moglie del colonnello

Inchiesta Fanpage.it: dalla valigetta al trolley, dal faccendiere alla moglie del colonnello

27 Febbraio 2018 0 Di Marino Marquardt

Nuovo annuncio della pubblicazione della quarta puntata dell’inchiesta di Fanpage: entrano in scena il trolley e la Dama di mezzo.

Fanpage.it, nell’inchiesta spuntano il trolley e la Dama di mezzo

Dalla valigetta piena di monnezza consegnata a Mario Rory Oliviero (faccendiere di Biagio Iacolare, ex consigliere personale del governatore Vincenzo De Luca) al trolley pieno di pasta di Gragnano recapitato ad una disinvolta quanto spregiudicata imprenditrice veneta battezzata “Dama di Mezzo”.

Entra così in scena la cinica mediatrice di un giro di mazzette finalizzate allo smaltimento illegale dei rifiuti.

La donna è moglie di un colonnello dei carabinieri e tra l’altro – nel video della quarta puntata dell’inchiesta BloodyMoney di Fanpage.it di cui è stata nuovamente annunciata la imminente pubblicazione – afferma di essere una criminologa e dichiara di non aver problemi nel riciclare soldi sporchi.

Con l’agente provocatore di Fanpage.it contratta e stabilisce il prezzo – per conto di una cordata di imprenditori – per lo sversamento illecito di rifiuti nell’area di Marghera, in provincia di Venezia: due milioni e ottocentomila euro.

La valigetta e il trolley. Due oggetti, due beffe. Due trappole senza via d’uscita ideate e tese dagli autori dell’inchiesta in sette puntate-video su tangenti & smaltimento illecito dei rifiuti.

Due trappole con appetitose esche offerte indorate agli interlocutori senza scrupoli dell’ex boss e oggi collaboratore di Giustizia, Nunzio Perrella, primo attore del reportage nel ruolo di agente provocatore, di “diavolo tentatore”.

La valigetta (co-protagonista inanimata della terza puntata) come è noto doveva contenere una tangente da 50mila euro; il trolley (co-protagonista della quarta anticipata a rate) doveva fungere da cassaforte viaggiante contenente due milioni e ottocentomila euro in contanti.

In realtà – come già detto – la prima conteneva monnezza e la seconda pasta di Gragnano.

Due milioni e ottocentomila euro di tangenti.

Due milioni e ottocentomila euro della camorra.

Due milioni e ottocentomila di soldi sporchi provenienti da traffici illeciti e rapimenti, confida l’ex boss alla interlocutrice senza scrupoli.

La donna nel video non batte ciglio nell’apprendere la provenienza del denaro.

Nel video – scrive nel riassunto della quarta puntata Fanpage.it – la donna “riferisce di essere ben inserita nei luoghi che contano del potere e, per potersi accreditare, ci conduce a un incontro con politici e imprenditori”. La donna perora l’affare col Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e i vertici locali di Confindustria. Dopo l’evento politico, ci si accorda per lo scambio di denaro. La consegna avverrà poi alla presenza della Dama di Mezzo e di un noto imprenditore del Nord-est.

Il seguito nella prossima puntata, la quinta. Sempre che si riesca a vedere la quarta di cui è stato fornito ampio racconto.

La riannunciata pubblicazione del quarto video dell’inchiesta con la susseguente entrata in scena di nuovi personaggi e del nuovo bagaglio a mano avviene all’indomani del vertice tra magistrati svoltosi nella Procura di Napoli. Coincidenza o svolta nelle indagini? Lo scopriremo presto.

BloodyMoney, una storiaccia dai contorni sempre più inquietanti e sconvolgenti, ai limiti del credibile.

Bloody Money, un maledetto affare i cui risvolti potevano emergere soltanto attraverso il metodo adottato da Fanpage.

BloodyMoney, un intrigo tra i protagonisti del malaffare politico-malavitoso all’ombra di tangenti e smaltimento illegale di rifiuti tossici.

BloodyMoney, una pagina nera che vede tra gli altri coinvolti – come è noto – Roberto De Luca, secondogenito del governatore della Campania Vincenzo, il capolista alla Camera di FdI, Luciano Passariello, e i già citati consigliere regionale demitiano Biagio Iacolare fino a qualche giorno fa consigliere personale del governatore nonché presidente della Sma, la società regionale per il risanamento ambientale e Mario Rory Oliviero, il faccendiere incettatore di tangenti per conto proprio e di Iacolare.

Nei giorni scorsi – come da più parti telegraficamente riportato – ignoti hanno usato le fiamme con l’evidente scopo di bloccare la pubblicazione del videoreportage.

Incendi dolosi che hanno danneggiato l’abitazione della cognata del direttore del quotidiano on line, Francesco Piccinini e il negozio del padre di Carmine Benincasa, giornalista di Fanpage.

Un atto criminale che la dice lunga sugli effetti dell’inchiesta negli ambienti coinvolti.

Un atto criminale che ha finito col rallentare la pubblicazione delle restanti puntate.

In merito grave la indifferente lontananza fatta registrare dal mondo dell’informazione.

Al di là delle belle parole di pochi giornalisti liberi e indipendenti, è montato infatti il deserto massmediatico attorno alla redazione corsara sotto attacco. E ciò è vergognoso!

Le intimidazioni e gli attentati costituiscono in realtà un attacco non soltanto a Fanpage.it ma a tutto il mondo dell’Informazione. La sottomissione, la genuflessione agli oscuri poteri che dalle nostre parti regolano politica & affari potrebbe risultare mortale per ciò che resta della libera informazione. Ma ciò sembra sfuggire ai giornaloni e alle televisioni pubbliche e private…