Informazione e referendum: Agcom sotto accusa. Non pubblica i dati Tv del  Si e del No

Informazione e referendum: Agcom sotto accusa. Non pubblica i dati Tv del Si e del No

25 Febbraio 2026 Off Di Andrea Sperelli

L’informazione in Tv sul referendum è sbilanciata ? Basterebbe che l’Agcom rendesse pubblici i dati sulle presenze televisive e la domanda troverebbe risposta. Invece, non si conoscono e ciò alimenta i sospetti sui tempi occupati da sostenitori del Si e del No, fino al comportamento dei conduttori televisivi. Il problema sta venendo fuori.

L’Agcom e i telegiornali

L’Osservatorio sulla par condicio del Comitato società civile per il NO, che  agisce in collaborazione con l’associazione Articolo21, ha posto due domande all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La prima: perché a tutt’oggi non è ancora disponibile sul sito dell’Autorità un monitoraggio giornaliero, chiaro e comprensibile dei tempi dedicati alle  posizioni dei Si e del No nei telegiornali e nei programmi di informazione delle principali emittenti?  “Sarebbe anche utile osservare sotto questo profilo- spiegano al Comitato- l’imparzialità dei conduttori nei programmi di informazione e di intrattenimento così come la legge richiede”. Ricorrendo al paragone calcistico il Comitato domanda se la partita referendaria non si stia giocando senza arbitro e senza Var. La trasparenza dei media è sempre una buona regola, soprattutto quando si affrontano temi su cui  bisogna dare ai cittadini le maggiori informazioni possibili.

Il ruolo di Radio radicale

Il secondo quesito riguarda Radio radicale. Senza sminuire il giudizio di buona considerazione verso il lavoro che Radio radicale e i suoi giornalisti svolgono, per il Comitato per il No, resta la domanda sul ruolo che la Radio svolge nella campagna per il referendum sulla giustizia. Radio radicale ha storicamente due profili : struttura giornalistica di partito ed emittente di interesse pubblico che trasmette i lavori parlamentari. E’ lecito che ora  “sta facendo una campagna imponente e decisamente orientata al sostegno delle ragioni del Si ?” viene chiesto all’Agcom.  La Radio per una parte delle sue trasmissioni è radio di partito, e come tale sottratta alle regole di par condicio, ” ma per un’altra parte delle trasmissioni, svolge un’attività di pubblico interesse e per questo gode di un finanziamento pubblico, non trascurabile”. Il caso è stato sollevato e chiama in causa l’Autorità garante per allontanare dubbi sullo svolgimento di una campagna già infuocata di suo.

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