Informazione: il governo non blocca le querele bavaglio. Per l’Italia, occasione mancata
10 Novembre 2025La Direttiva europea 2024/1069 contro le querele temerarie a danno dei giornalisti, note anche come querele bavaglio, non entra nel sistema legislativo italiano. Il Parlamento europeo le ha definite SLAPP – Strategic Lawsuits Against Public Participation- azioni legali che un politico, una qualsiasi persona impegnata in attività pubbliche, intenta per bloccare il lavoro dei giornalisti, chiedendo risarcimenti milionari. L’Italia ha il primato di queste querele e se ne è parlato molto nei giorni dell’attentato al giornalista Rai Sigfrido Ranucci : campione (non solo lui) destinatario di decine di provvedimenti.
Giornalisti minacciati
Secondo le stime dell’Ordine dei Giornalisti, sono centinaia i colleghi che ogni anno devono rispondere in tribunale accusati di aver scritto articoli, realizzato inchieste e servizi che danneggiano la reputazione del querelante. C’è anche il paradosso che molte querele vengono poi ritirate prima del dibattimento in aula, dato che dopo la querela il giornalista non ha più trattato questioni che toccavano il personaggio autore della querela. L’intimidazione aveva raggiunto il suo obiettivo. Ma chi, come, con quali mezzi economici può difendersi ? Chi querela vuole intimidire il giornalista o no ? Più volte il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è espresso contro le querele temerarie, sostenendo che minacciano la libertà di stampa e il diritto dei cittadini “. Il giornalismo e la libertà di stampa, il giornalismo di inchiesta, qualunque forma di giornalismo è un presidio ineliminabile della nostra vita democratica “ha detto ancora due settimane fa.
L’intervento dell’Ue
Dopo anni di mobilitazione, l’Ue ha approvato la direttiva e chiesto ai governi di recepirla nei loro ordinamenti nazionali. L’Italia sarebbe dovuto essere il Paese più lesto, ma non è andata così. Tutt’altro suscitando altro malessere nella categoria, dopo gli attacchi di Giorgia Meloni “non voglio mai parlare con la mia stampa “. I vertici di Ordine dei giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa hanno chiesto a più riprese che la direttiva europea fosse recepita dalla legislazione nazionale nella legge comunitaria. Il presidente dell’Ordine Carlo Bartoli ha ricordato che nel Rapporto 2025 sullo Stato di diritto della Commissione europea c’è “un preoccupante declino delle condizioni dei media”. La norma è, dunque, un importante contributo per rinsaldare la tutela della libertà di stampa, valore fondamentale delle moderne democrazie che rischia di essere messo in discussione. Il governo italiano non ha accolto le sollecitazioni, avallando così la tesi secondo cui vietare le querele temerarie vuol dire impedire al personaggio pubblico di difendersi in tribunale. Ma “le querele bavaglio sono quelle che per le modalità e la richiesta di risarcimento eccedono la riparazione di una reputazione eventualmente violata e si configurano come minaccia preventiva verso il cronista” dice Giuseppe Giulietti, coordinatore di Articolo 21.Pochi ricordano che i giornalisti italiani hanno un Codice deontologico e che la categoria ha gli strumenti per difendere il prestigio e la qualità dell’informazione.

Un problema politico
Il governo Meloni non crede nella libertà di stampa ? La ostacola con i suoi comportamenti ? Bloccare il lavoro dei giornalisti con azioni giudiziarie non contrasta con l’Articolo 21 della Costituzione ? Non si tratta di dare giudizi, ma di valutare fatti che oscurano conquiste e diritti di libertà. Il Presidente Mattarella è a conoscenza della decisione difesa soprattutto dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio e potrebbe far sentire la propria voce. Il rifiuto di recepire la Direttiva anti-SLAPP europea, dicono i giornalisti, è un messaggio politico. ” È un’occasione mancata per difendere un principio fondamentale” sostiene l’Ordine dei Giornalisti, perché è un problema di tutti i cittadini che hanno diritto a un’informazione libera, critica e indipendente. ” Non casualmente – aggiunge Giulietti – il contrasto alle querele bavaglio è uno dei punti del Media Freedom Act ed è uno dei punti sollevati dalla commissione europea all’Italia. Il nostro Paese oltre a detenere il triste primato dei giornalisti minacciati e sotto scorta, detiene anche il primato delle querele bavaglio scagliate da esponenti del governo e delle istituzioni contro giornali e giornalisti “. Il ministro della Giustizia Nordio sa di cosa si parla e, proprio per questo, ha ritenuto di dover personalmente intervenire e respingere il recepimento della direttiva. Cosa fare ora ? Quale segnale dare ai giornalisti minacciati e intimiditi ? “Spetta alle istituzioni dei giornalisti e alle forze politiche, che hanno ancora a cuore l’articolo 21 della Costituzione sollevare in ogni sede la denuncia.Sino a quando la commissione europea e le autorità di garanzia potranno fingere di non vedere ? Forse è davvero giunto il tempo di chiedere all’Europa di inviare ispezioni e sanzionare il governo delle querele bavaglio “conclude Giulietti. Per i giornalisti tutti, evidentemente, il discorso non è chiuso con attenzione anche alla distanza tra esplosivo e carta bollata.






