Infrastrutture, con il Def 2017 parte la rivoluzione delle opere pubbliche

Infrastrutture, con il Def 2017 parte la rivoluzione delle opere pubbliche

13 Aprile 2017 0 Di Redazione In24

Il passaggio dalla legge Obiettivo al Piano “Connettere l’Italia”: è la rivoluzione dell’Allegato infrastrutture inserito nel Def 2017.

Def 2017, rivoluzione nelle infrastrutture

Una rivoluzione nella progettazione e costruzione delle infrastrutture: è quella che è stata annunciata dal Ministero dei Trasporti e che dovrebbe prendere avvio con l’Allegato infrastrutture inserito nel Def, il Documento di Economia e Finanza del 2017.

L’Allegato, infatti, contiene il nuovo Piano infrastrutture voluto da Graziano Del Rio e intitolato “Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti infrastrutturali”.

In pratica, applicando il nuovo Codice dei contratti pubblici, si introduce una nuova politica di programmazione delle infrastrutture da qui al 2030, partendo dalla individuazione dei “fabbisogni” di connessione e mobilità dei cittadini e delle imprese.

Non più le liste di opere pubbliche previste dalla Legge Obiettivo aggiornate ogni anno, dunque, e quindi non più leggi speciali, ma una serie di criteri obiettivi per programmare la costruzione delle nuove infrastrutture.

 

Pianificazione strategica delle infrastrutture

L’Allegato risponde a due principi. Il primo è quello della pianificazione strategica, che significa la preventiva individuazione delle vie di comunicazione stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali e per la prima volta vie ciclabili, ritenute necessarie per connettere i nodi residenziali, produttivi e turistici del Paese.

L’altro principio è la valutazione ex-ante dei costi e dei benefici delle singole infrastrutture da costruire, utilizzando gli strumenti previsti dal nuovo Codice degli appalti, tra cui le Linee Guida per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche di competenza del Ministero, il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica, il Documento Pluriennale di Pianificazione.

Abbandonando la logica della vecchia “legge Obiettivo”, il ministero spera di introdurre uno strumento per razionalizzare e rendere efficiente la spesa pubblica in infrastrutture raggiungendo lo scopo di unire i nodi del territorio con collegamenti di standard europeo.

Il Piano include anche una revisione dei progetti in corso di realizzazione, per i quali vengono indicati i progetti corretti, da rivedere o da riprogrammare con il progetto di fattibilità tecnica economica.

Gli obiettivi del Piano, secondo quanto reso noto dal ministero, sono:

  • accessibilità ai territori, all’Europa e al Mediterraneo;
  • qualità della vita e competitività delle aree urbane;
  • sostegno alle politiche industriali di filiera;
  • mobilità sostenibile e sicura.

Il Piano parte dalla individuazione delle infrastrutture di trasporto esistenti, ed aggiorna il Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti.

Oltre ad individuare una rete di trasporti di primo livello (nazionale) e di secondo livello (regionale e locale), il Piano individua 100 tra Interventi (singoli interventi per opere, nodi o direttrici) e Programmi (insiemi coerenti di interventi con analoga finalità) definiti prioritari.

Lo scopo è di completare le infrastrutture già avviate, costruire quelle programmate, introdurre nuove tecnologie per massimizzare le prestazioni delle infrastrutture, assicurare la manutenzione straordinaria delle infrastrutture, potenziare i raccordi intermodali.