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Inquinamento: CO2 in calo, ma non sempre. L’altalena ambientale dell’Italia

Inquinamento: CO2 in calo, ma non sempre. L’altalena ambientale dell’Italia

23 Aprile 2026 Off di Nunzio Ingiusto

Inquinamento in chiaro scuro. Le emissioni di gas serra in Italia scendono con la progressiva diffusione delle fonti rinnovabili. Nel 2024 le emissioni hanno avuto una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 e in calo del 3,6% rispetto al 2023, attestandosi a poco più di 360 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. Il risultato è legato alla diffusione delle fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla sostituzione dei combustibili più emissivi con alternative a minor contenuto di carbonio.

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Questi dati sono stati elaborati dall’ ISPRA nell’ambito dell’Inventario nazionale delle emissioni dei gas serra e dell’Inventario delle emissioni atmosferiche. Sono stati inviati agli organismi europei e internazionali, in particolare la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) e la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE). Una nota dell’ISPRA evidenzia che non tutti i settori mostrano, però, una riduzione: le emissioni dei trasporti, responsabili del 31% del totale nazionale e per oltre il 90% legate al trasporto stradale, continuano a crescere e salgono di oltre il 10% rispetto al 1990.  Con i trasporti, i settori della produzione di energia (18%), del residenziale (18%) e dell’industria manifatturiera (13%) contribuiscono complessivamente a circa l’80% delle emissioni nazionali.

La tendenza dal 2000

Dai primi anni 2000 in Italia c’è stato un disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di CO₂: dopo una ripresa contenuta nel periodo post-Covid, le emissioni sono tornate a diminuire mentre il PIL è cresciuto.

Anche sul fronte degli inquinanti atmosferici tra il 1990 e il 2024 ci sono state riduzioni in conseguenza di una maggiore efficienza energetica, dí più rinnovabili, di innovazione tecnologica.

In questo contesto il settore energetico resta la principale fonte di emissioni per molti inquinanti mentre i processi industriali incidono soprattutto su particolato, metalli pesanti e inquinanti organici persistenti. Questo il commento di Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA e SNPA: “I dati sulle emissioni di gas serra e sugli inquinanti atmosferici ci consegnano un messaggio chiaro: il percorso intrapreso sta producendo risultati concreti. È un segnale incoraggiante, che dimostra come politiche mirate, innovazione tecnologica e comportamenti responsabili possano davvero fare la differenza. Allo stesso tempo, questi numeri ci ricordano che la sfida non è ancora vinta. Ed è proprio per questo che i progressi vanno letti come uno stimolo ad accelerare, non a rallentare”.

Sagge parole queste della presidente, purché si sblocchino le autorizzazioni per nuovi impianti, si investa di più, si aiutino le imprese a riconvertire le produzioni, si mettano da parte le riserve politiche sulla transizione energetica. La tensioni mediorientali ce lo ricordano.

 

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