Iran, che reazione deve aspettarsi l’Italia?

Iran, che reazione deve aspettarsi l’Italia?

08 Gennaio 2020 0 Di Corrado Corradi

Nonostante lo consideriamo uno Stato canaglia, l’Iran ènutre una grande simpatia per l’Italia. E gli shi’iti non hanno interesse ad imporre l’Islam a forza.

L’Italia è organica ad una alleanza politica che, in ottemperanza al dictat del mainstream, vede nell’Iran il “paese canaglia” per antonomasia, che calpesta i diritti umani ed esporta il jihad per il mondo.

La prima considerazione è in parte vera. Ma è pur vero che noi siamo alleati di un Paese, l’Arabia Saudita, che, forse più dell’Iran, fa quotidiano strame dei diritti umani.

La seconda è oggettivamente falsa perché è l’Islam sunnita, non lo sci’ita che sogna di convertire il mondo anche a forza.

Malgrado questo nostro atteggiamento appecoronato sul mainstream, l’Iran nutre nei confronti dell’Italia una sincera e ammirata simpatia, grazie anche e soprattutto al ricordo di Enrico Mattei e alla bravura della nostra piccola e media imprenditoria.

Pertanto rilassiamoci, perché nessun missile verrà lanciato e nessun attentato verrà compiuto in Italia da parte dell’Iran e da parte dell’islam sci’ta a lui riconducibile.

E ciò anche in forza delle ottime relazioni che il Paese degli Ayatollah intrattiene con il Vaticano, che includono perfino gli auguri pasquali in cui si auspica il ritorno il più presto possibile di ‘Aissa ibn Mariam, Gesù figlio di Maria.

Naturalmente, in seguito all’uccisione del generale iraniano Soulaimani, l’Iran ha roboantemente annunciato una dura rappresaglia.

E questo annuncio non poteva non essere roboante.

Tuttavia ritengo che non ci saranno azioni eclatanti, verranno solo incrementate quelle azioni attribuibili alle milizie sci’ite irachene, che dal 2003 in poi sono state ben pasciute dai liberatori yankee in funzione anti sunnita e che adesso sembrano fuori controllo.

Nessun impianto petrolifero verrà attaccato da forze riconducibili all’Esercito iraniano, nessuna petroliera verrà colpita nello stretto di Hormuz dalla Marina iraniana.

Al massimo continueranno quelle azioni di lancio di razzi e tiro di mortai contro basi statunitensi (e hanno di ché scegliere perché di basi statunitensi in Iraq ce ne sono tante) e imboscate con RPG contro convogli…

In pratica, niente di nuovo sotto il sole, solo un incremento, da parte sci’ita di azioni che prima erano condotte dall’insorgenza sunnita all’urlo beffardo di “Allah mahak” e “Allah issalmak” (“Dio è con te” e “Dio ti saluta”).