Iran: impiccato il giovane Hassan Rezalee, arrestato a 16 anni

Iran: impiccato il giovane Hassan Rezalee, arrestato a 16 anni

01 Gennaio 2021 0 Di Pietro Nigro

Ennesimo giovane impiccato in Iran. Anche l’Italia condanna l’esecuzione di Mohamed Hassan Rezalee, arrestato a sedici anni e costretto a confessare sotto tortura.

Iran, impiccato Mohammad Hassan Rezalee

Ennesimo giovane detenuto impiccato in Iran: questa volta si tratta di Mohammad Hassan Rezalee, arrestato a soli sedici anni e poi detenuto in prigione per 13 anni.

A darne notizia, NCRI, il segretariato del Consiglio nazionale di Resistenza iraniano, secondo cui l’esecuzione sarebbe avvenuta la mattina del 31 dicembre 2020 nella prigione di Rasht.

L’esecuzione di Rezalee arriva settimane dopo altri due casi di alto profilo in Iran, che hanno attirato la condanna internazionale: uno è stata l’esecuzione di un giornalista per “corruzione sulla Terra” e l’altro di un wrestler condannato per omicidio, nonostante le accuse di essere stato anche torturato per confessare.

Si tratta dell’ennesimo caso di violazione gravissima dei diritti umani in Iran, e secondo l’organizzazione, che chiede un urgente intervento del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, occorrono azioni urgenti salvare i prigionieri nel braccio della morte, in particolare i minori, nonché per contrastare la tortura, l’esecuzione e le continue violazioni delle leggi e delle convenzioni internazionali da parte del regime iraniano.

L’NCRI richiede anche che una commissione d’inchiesta internazionale visiti le carceri iraniane per incontrare i prigionieri.

Il giovane impiccato ieri, Mohammad Hassan Rezaiee, aveva 16 anni nel 2007, al momento del suo arresto e del presunto crimine. Dopo l’arresto, Rezalee avrebbe confessato dopo lunghe torture e detenzione in cella di isolamento. Lui stesso, durante il processo che si è tenuto nel 2008, ha rivelato che le sue confessioni erano state ottenute sotto tortura.

Anche Amnesty International ha diffuso la notizia dell’esecuzione di Rezalee, arrestato nel 2007 per l’accoltellamento mortale di un uomo e poi condannato per una confessione estorta con la tortura, nonché ucciso con “un’abominevole violazione dei diritti dei bambini“.

L’imposizione della pena di morte a qualcuno che era un bambino al momento del crimine – ha fatto sapere Amnesty in una nota di un mese fa – è una grave violazione del diritto internazionale dei diritti umani, che vieta assolutamente l’uso della pena di morte per crimini commessi da bambini“.

 

NCRI: Violazione dei diritti umani

Secondo la NCRI, questa esecuzione criminale, che è una chiara violazione del Patto internazionale sui diritti civili e politici e della Convenzione sui diritti dell’infanzia, è avvenuta nonostante le proteste delle organizzazioni per i diritti umani e ha dimostrato “ancora una volta che il fascismo religioso in Iran non durerà un giorno senza tortura ed esecuzione“. Per questo, “La Resistenza iraniana condanna fermamente questa esecuzione ed esorta il Segretario generale delle Nazioni Unite, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e le organizzazioni per i diritti umani, nonché l’Unione europea ei suoi Stati membri, ad agire immediatamente per salvare la vita dei prigionieri, in particolare i minori, e di resistere alla tortura, all’esecuzione e alle continue violazioni delle leggi e delle convenzioni internazionali da parte del regime iraniano”.

In particolare, sarebbe necessaria “la formazione di una commissione internazionale d’inchiesta per visitare le carceri iraniane e incontrare i prigionieri. Il caso di gravi e persistenti violazioni dei diritti umani in Iran deve essere deferito al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ei leader del regime devono essere assicurati alla giustizia per quattro decenni di crimini contro l’umanità”.

Onu e Italia, condanna dell’esecuzione

L’Italia ha condannato fermamente l’esecuzione del giovane Mohammad Hassan Rezaiee. “In linea col proprio forte impegno per i diritti umani e l’abolizione della pena di morte, l’Italia lancia un fermo appello all’Iran affinché applichi una moratoria sulle esecuzioni capitaliè scritto in una nota ufficiale del Ministero degli Esteri – La pena capitale rappresenta un trattamento inumano, crudele e degradante e non può essere accettata in nessuna circostanza. Essa non ha alcun valore deterrente in termini di lotta al crimine“.

Anche l’Onu ha condannato l’esecuzione attraverso una dichiarazione dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), Michelle Bachelet. Secondo l’OHCHR, l’esecuzione di Rezalevi non + la prima in Iran. Solo quest’anno almeno altri tre minori autori di reato sono stati giustiziati. E almeno altri 80 giovani sono detenuti nel braccio della morte nelle carceri iraniane.

Nella dichiarazione, la portavoce Ravina Shamdasani ha espresso sgomento per il fatto che l’esecuzione sia andata avanti “nonostante gli interventi e l’impegno” dell’OHCHR con l’Iran.