Islam, non lasciamoci irretire dal renouveaux del mondo arabo

Islam, non lasciamoci irretire dal renouveaux del mondo arabo

27 Febbraio 2019 0 Di Corrado Corradi
Dobbiamo apprezzare i tanti cambiamenti in atto nel mondo arabo, ma non tutti sono autentici: ecco perché non dobbiamo farci irretire dal renouveaux apparente dell’Islam.

Islam, il magma del cambiamento sta rompendo la crosta del wahhabismo arabo

Il principe saudita Bin Salman autorizza le donne a guidare l’auto, a votare e addirittura adesso nomina negli Stati Uniti un ambasciatore donna… Di colpo, le donne che in Arabia Saudita valgono metà di un uomo quando va bene, ecco che salgono alla ribalta… Ci vuol poco a sospettare che si tratti di dissimulazione, la wahhabita «takiya», per cui, non lasciamoci irretire da un «renouveaux» che é solo di facciata.

L’Arabia Saudita é wahhabita e wahhabita resterà per un motivo molto semplice, la famiglia regnante Al Saud, che ha perfino dato il nome al paese, é wahhabita e il wahhabismo intende un solo Islam, quello wahhabita, l’Islam intollerante.

Cos’é l’Islam wahhabita? Provo a descriverlo…

E’ la modalità integralista di accesso all’Islam ed é dominante in Arabia Saudita nonché in molti paesi del golfo.

Essa considera i non musulmani o quei musulmani non wahhabiti, come pagani e/o nemici dell’Islam.

Porta all’estremo la tendenza al manicheismo, già intrinseca all’Islam, e promuove il «lebensraum» spirituale al fine di estendere l’Islam ad un mondo considerato «casa della guerra» (dar el harb), che solo l’Islam é in grado di rendere «casa della pace» (dar al islam).

E’ una corrente di pensiero che si inserisce nella storia moderna (affondando le sue radici nel XIX secolo) e ha preso piede, consolidandosi tra gli anni 70-80 del secolo XX, dopo il fallimento dell’ideale della «Grande Nazione Araba» Ba’athista.

Sul piano della speculazione escatologica il wahhabismo esprime il massimo dell’aridità avendo circoscritto la questua religiosa in uno sclerotizzante immobilismo formale.

Da qui, l’avversione quasi patologica per le espressioni dell’Islam sufi (vicariante nel Maghreb) caratterizzato da una profonda questua religiosa che ha originato numerosi rivoli di pensiero metafisico.

Come ho già avuto modo di dire in un precedente articolo, in seno al mondo arabo sunnita spira un vento di «revisione» che vuole desclerotizzare l’Islam già sclerotizzato dall’attivismo dei wahhabiti.

Il magma del cambiamento sta rompendo la crosta wahhabita che con i dollari sganciati dai paesi del golfo e in primis dall’Arabia Saudita, cerca di contenerlo e incanalarlo.

Questo movimento, del quale conosciamo ancora poco, ma sappiamo che c’é, sta cercando il sostegno soprattutto europeo e mi consta che qualcuno in Europa e oltreoceano, dalla visione un po’ più lunga degli altri, abbia capito e si sia affrettato a offrirglielo, anche in vista di contrastare l’attivismo islamista, riconducibile al wahhabismo, delle comunità islamiche incistatesi da noi… la Germania ad esempio per disciplinare le sue comunità musulmane  ha fatto ricorso agli imam marocchini, formati all’Islam tollerante.

Spentasi in Yemen quella «fitna» tra sunniti e sciiti che tutti gli osservatori credevano stesse avvenendo,  ci avviciniamo ora ad un evento che ha dell’epocale: un reddae rationem tutto interno al mondo sunnita tra paesi wahhabiti e paesi dall’Islam «tollerante».

L’Europa non perda l’occasone di favorire il cambiamento dell’Islam

Sarebbe sciocco per noi europei perdere l’occasione per favorire l’affermarsi nel bacino del Mediterraneo di un Islam che dia garanzie di non degenerare in integralismo o jihadismo… un Islam che a differenza di quello wahhabita sia tollerante proprio come quello che la costituzione marocchina cita spesso nel suo testo quasi dire: «state attenti, state confondendo l’Islam wahhabita del golfo con il vero Islam, quello tollerante, che vi é anche geograficamente più vicino perché é professato nella riva sud del Mediterraneo, il Maghreb».

Ed effettivamente, chi bazzica il mondo arabo islamico come l’ho bazzicato e ancora bazzico io sa che l’unico Islam accettabile (nel senso della tolleranza) é proprio quello professato nel Maghreb: un Islam di scuola giuridica malakita, di speculazione religiosa sufi, arricchito da confraternite in costante questua spirituale che conferiscono freschezza alla religione maomettana.

E l’unico paese, in seno al Maghreb, in grado di mettersi alla testa del rinnovamento ritengo sia il Marocco, il perché é presto detto.

  • E’ l’unico paese del mondo arabo-islamico stabile religiosamente (fattore di importanza capitale in un mondo in cui la religione é particolarmente sentita), politicamente e socialmente;
  • In seno al mondo arabo islamico é riconosciuto per essere un paese musulmano a tutto tondo e in forza della discendenza di sangue dei sovrani marocchini con la famiglia di Mohammad  detiene una legittimità riconosciuta da tutti;
  • La sua dinastia regnante garantisce la libertà religiosa di chi vive sul territorio marocchino (la numerosa comunità ebraica ivi impiantata dalla notte dei tempi é stata salvata dalla deportazione proprio dal sovrano Mohammed V, nonno dell’attuale).
  • La sua storia affonda le radici nell’Andalusia in cui si sono formati i primi contatti costruttivi con il mondo europeo, allora Cristianitas;
  • E’ l’unico paese del mondo islamico sunnita che ha gerarchizzato l’islam, infatti il sovrano marocchino é il «principe dei credenti», una sorta di Papa, e gli imam marocchini sono « inquadrati » da un’apposita istituzione che li forma e ne controlla la cifra di tolleranza dei loro sermoni.

Sarebbe bene che l’Italia non si lasciasse ingannare da questo banale tentativo Saudita di rifarsi un’immagine con le donne al volante e prendesse coscienza che in seno all’Islam sunnita preme una forte istanza di rinnovamento che sta cercando sponde in Europa.

L’Italia non puo’ lasciarsi sfuggire una simile occasione perché é un’opportunità che sa di storico: sostenere apertamente il rinnovamento in fieri nel mondo sunnita dando l’avvallo all’unico paese del mondo arabo-islamico in grado di prenderne la testa: il Marocco.

Un Islam tollerante prenderà posto nel bacino del Mediterraneo e nell’Africa del nord ovest e anche le numerose comunità islamiche incistate in Europa ne gioveranno.