Jackie, il biopic di Pablo Larraìn

Jackie, il biopic di Pablo Larraìn

07 Febbraio 2017 0 Di Emilia Parisi

Jackie: il cineasta cileno dirige Natalie Portman nei panni della first lady dei Kennedy, icona di stile e vittima di un dolore straziante. Al cinema dal 23 febbraio.

Jackie, il mistero della first lady

Theodore H. White, giornalista politico di “Life”, bussa alla porta di Jackie Kennedy per un resoconto particolareggiato dei fatti di Dallas. John Fitzgerald Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti D’America e marito di Jackie, è stato assassinato cinque giorni prima a bordo della berlina presidenziale durante un viaggio per la sua campagna elettorale.

Jackie, sconvolta dal dolore, seduta nel portico della sua villa in Virginia in una mite giornata autunnale, ricostruisce i fatti nella maniera più dettagliata possibile: i terribili istanti dell’assassinio dell’uomo che amava per mano di Lee Harvey Oswald, il ritorno a Washington a bordo dell’Air Force One, la preparazione delle Esequie, la difficoltosa elaborazione del lutto.

Pablo Larraìn (Tony Manero, 2008; Post Mortem, 2010; No – I giorni dell’arcobaleno, 2012; El Club, 2015, Neruda, 2016) dirige la bellissima ed elegantissima Natalie Portman nei panni di Jacqueline Lee Bouvier Kennedy, trentacinquesima first lady degli Stati Uniti D’America, moglie di JFK, madre amorevole di Caroline e John Jr., icona indimenticabile di stile.

Jackie (qui la scheda completa), prodotto da Darren Aronofsky e sceneggiato da Noah Oppenheim, è interpretato da Natalie Portman, Peter Sarsgaard, Greta Gerwig, John Hurt, Max Casella, Billy Crudup, Beth Grant, Richard E. Grant, Caspar PhillipsonJohn Carrol Lynch, Julie JuddSunnie PelantBrody e Aiden Weinberg. 

Jackie, il plot

Jackie Kennedy (Natalie Portman) ha perduto il marito, il presidente americano John Fitzgerald Kennedy (Caspar Phillipson), da pochi giorni: nella sua villa in Virginia, un’oasi di pace e tranquillità dove avrebbe dovuto trascorrere gli anni successivi all’incarico presidenziale insieme al marito e ai due figli, riceve la visita di un giornalista della rivista “Life”, Theodore H. White (Billy Crudup).

Sigaretta dopo sigaretta, l’ex first lady d’America riporta alla memoria gli accadimenti degli ultimi cinque giorni, a cominciare da quel maledetto viaggio a Dallas, il 22 novembre del 1963, quando la sua favola (e quella del marito John) s’infranse per sempre. Il reporter, taccuino alla mano, domanda e annota, riuscendo forse a scorgere, dietro l’apparenza imperscrutabile di Mrs. Kennedy, l’animo più profondo di Jacqueline.

Il tailleur rosa Chanel che Jackie indossava durante quel fatidico viaggio, si macchiò di sangue quando Lee Harvey Oswald colpì mortalmente alla testa il suo John in piazza Dealey. Jackie si accasciò su di lui e gli sussurrò che lo amava. Furono le sue ultime parole. Parole d’amore. Sull‘Air Force One, durante il viaggio di ritorno a Washington, praticamente sotto shock, Jackie presenziò al giuramento del vice-presidente Lyndon B. Johnson (John Carrol Lynch).

Giunta alla Casa Bianca, Jackie si dedicò anima e corpo all’organizzazione delle Esequie: tenendo per mano i figli, la first lady seguì a piedi il feretro del marito fino alla cattedrale di St. Matthew ed accese la fiamma eterna sulla sua tomba nel cimitero nazionale di Arlington, dimostrando un coraggio e un contegno fuori dal comune.

Jackie, scenografia e personaggi

Tra filmati di repertorio, come la celebre visita guidata alla Casa Bianca del 14 febbraio 1962 trasmessa dalla CBS News (ricostruita quasi per intero dal regista, ma di cui possiamo vedere un frammento originale con la vera Jackie Kennedy), interviste televisive, discorsi alla nazione, performance pubbliche, Pablo Larraìn catapulta lo spettatore nell’universo della Kennedy Family e al contempo in quello privato di Jackie (i manichini e le vetrine dei negozi, gli specchi e i guardaroba immensi della White House).

A vestire i panni (sobri e sofisticati) della first lady è Natalie Portman, in odore di Oscar (il secondo dopo Il cigno nero diretto nel 2010 da Darren Aronofsky), che riesce quasi a far dimenticare di non essere la vera Jacqueline Bouvier: con uno sguardo intriso di malinconia  e tristezza, Jackie/Natalie osserva la folla attraverso il vetro del finestrino ed è praticamente impossibile riuscire a decifrare quello che sta pensando.

La “sua” Jackie è bellissima e misteriosa, fiera e fragile, colta e intelligente, una donna insomma dalle mille sfaccettature, come fu la vera Jacqueline Bouvier, spesso giudicata frettolosamente ed erroneamente come una donna superficiale dedita esclusivamente all’arredamento e alla moda. Fatto accertato fu il ripristino degli arredi originali e la cura dell’allestimento delle sale della White House, ricostruite fedelmente dallo scenografo Jean Rabasse e magistralmente lluminate da Stephane Fontaine.

A completare la Kennedy Family, Peter Sarsgaard nel ruolo di Robert F. Kennedy, chiamato affettuosamente Bobby, fratello minore di John ed intimo amico di Jackie, John Hurt nei panni di padre Richard McSorley (con il quale Jackie avrà una lunga e confidenziale confessione tra i viali semi-desertici del cimitero di Arlington) e Caspar Phillipson che interpreta JFK, l’uomo che Jackie amava e che non avrebbe mai potuto dimenticare, nonostante il matrimonio (di breve durata) con l’armatore greco Aristotele Onassis.