Jacovelle e fidanzate, l’ultimo sondaggio boccia le performances di Di Maio e Salvini

Jacovelle e fidanzate, l’ultimo sondaggio boccia le performances di Di Maio e Salvini

12 Aprile 2019 0 Di Marino Marquardt

Cominciano a non pagare più sotto il profilo dei sondaggi le indecorose e quotidiane jacovelle (per i non napoletani, inutili tira e molla. ndr) tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. I cittadini elettori – soprattutto quelli del M5s – sono stufi dei continui dispetti e dispettucci che si scambiano i Due. Accade quando la politica perde l’aura della rispettabilità e si affida a persone che nutrono scarso rispetto prima verso se stessi e poi verso i rispettivi elettori.

L’ultima rilevazione Emg dà in calo M5s e Lega

Jacovelle elettorali che – come in una fiction – spingono il Capo Cinquestelle ad esibire la nuova fidanzata, a bacchettare tardivamente il Socio di Governo e a baciare ampolle sacre; jacovelle che spingono il Leader della Lega a non essere da meno in materia di affari di cuore, che lo sollecitano a continui e ormai patologici travestimenti, che lo invitano a farsi immortalare mentre in un trionfo di volgarità addenta di tutto senza peraltro perdere l’occasione – tra un boccone e l’altro – di mettere in vetrina la sua sconfinata rozzezza verbale.

Intanto, il fatto che non paghino più le ostensioni di fidanzate, di sandwich o di stereotipati sorrisetti  è dimostrato dall’ultima rilevazione di Emg per Agorà, programma di Raitre: il 31,4 per cento degli intervistati dice che se si votasse oggi sceglierebbe il partito guidato da Salvini (in calo dello 0,5 per cento rispetto alla settimana scorsa). Il 22,3 per cento risponde che voterebbe per i Cinquestelle, percentuale in calo dello 0,4 per cento rispetto alla rilevazione di una settimana fa. In totale le intenzioni di voto a favore dei partiti di governo raggiungono il 53,7 per cento. Un calo di quasi un punto.

Il tutto in un quadro in cui “l’acqua è poca e ‘a papera nun galleggia” (per i non napoletani, le attuali difficoltà economiche del Paese. Ndr).

E sull’eco dell’antica e metaforica saggezza popolare, spifferi e maliziosi venticelli soffiano sul futuro del Governo gialloverde agitato dalla mancanza di soldi e in recessione. Detto papale papale, c’è chi immagina nuovi scenari per il prossimo autunno. Dalle elezioni anticipate all’ingaggio di Mario Draghi alla guida di Palazzo Chigi. Chiacchiere non del tutto prive di fondamento. Chi vivrà vedrà.

12/04/2019  h.15.00