Jeff Bezos abbandona Amazon per conquistare lo spazio

Jeff Bezos abbandona Amazon per conquistare lo spazio

18 Febbraio 2021 0 Di Fabiana Mele

Nel 1994 Jeff Bezos per vendere libri online fonda Cadabra, poi ribattezzata Amazon e lanciata verso il futuro. E oggi punta allo spazio.

Jeff Bezos, fondatore e Ceo di Amazon.

Jeff Bezos, fondatore e Ceo di Amazon.

Dai libri al cloud, dai supermercati senza casse a qualsiasi cosa possibile e immaginabile sulla faccia della terra. Ventisette anni fa, Jeff Bezos fondava Amazon, la più grande Internet company al mondo.

Amazon, la nascita di un “cadavere”

Jeff Bezos, classe 1964, fondatore di Amazon, è l’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato in 191 miliardi di dollari. Cosa risaputa al mondo intero.

Ma da dove arriva questo genio dell’ithech? Quale strada ha percorso? Fin da bambino mostra un certo interesse per la tecnologia, tant’è vero che installa un allarme elettrico per tenere lontani i fratelli più piccoli dalla sua stanza. Un piccolo genio del male.

Si laurea a Princeton in ingegneria elettrica. Lavora nel settore tecnologico, ma fa carriera in quello finanziario, nei meandri di Wall Street. A 30 anni è vice-presidente di un fondo d’investimenti ed è qui che si innamora di MacKenzie Tuttle, futura ex signora Bezos: galeotta fu la sua risate allegra e frizzante.

Tuttavia, Jeff ha un’idea che gli frulla per la testa: si chiama e-commerce.
E quindi decide di lasciare il suo modesto lavoro da 223mila dollari annui per vendere libri online. Dove? Nel garage di casa sua!

Questo sarebbe stato solo l’inizio! La società viene registrata con il nome “Cadabra”. Quando, però, il consulente legale lo legge per la prima volta fa notare la somiglianza del termine con cadavere. Jeff si convince, valuta altri nomi papabili, e alla fine sceglie Amazon, nome americano del Rio delle Amazzoni.

Gli inizi, belli… ma complicati

Come spesso hanno raccontato Bezos e la moglie, gli inizi non sono stati semplici. La coppia si occupa dell’intero percorso di vendita: dalla contabilità alle spedizioni. Ormai note a tutti sono le immagini di lui nel suo ufficio, con la scrivania invasa dai cavi e amazon.com scritto con una bomboletta su un pannello di plastica. Foto diventata ormai un meme motivazionale che ha più o meno questo significato: quando pensate di mollare, ricordatevi che questo signore è diventato l’uomo più ricco del mondo. Partendo da un garage.

In realtà in quell’ufficio malmesso rimarrà per poco. Nel suo primo mese di vita il sito ha già venduto libri nei 50 Stati americani e in 45 Paesi del mondo.

A questo punto la domanda sorge spontanea: saranno forse garages fortunati quelli di Bill Gates, Larry Page, Walt Disney, Jeff Bezos?
Non proprio. Il garage è solo la cornice che contestualizza un’idea. La passione, le idee, la perseveranza, una visione d’insieme: ecco ciò che ha reso un luogo alquanto insignificante l’inizio di un’avventura che avrebbe cambiato il mondo. Per sempre.

Il primo ufficio in cui Jeff Bezos ha iniziato le attività di Amazon.

Il primo ufficio in cui Jeff Bezos ha iniziato le attività di Amazon.

Tra successi e fallimenti, Bezos è uomo dell’anno

Il 15 maggio 1997, a meno di tre anni dalla fondazione e a due dal lancio del sito, Amazon si quota. Vale 300 milioni di dollari e si definisce “il più grande negozio di libri al mondo”. Vengono moltiplicati i centri di distribuzione, inizia a vendere anche cd. Nel 1999 diventa una piazza digitale per altri rivenditori. All’inizio è un modo per trovare e comprare libri rari, poi per acquistare il merchandising collegato ad alcuni titoli. Diventa così il più grande mercato d’Occidente.

Bezos, il “re del cybercommerce”, è l’uomo dell’anno secondo il Time.

Fatta eccezione per il tonfo di fine 2018, che ha accomunato il settore tecnologico, la scalata è stata continua. Bezos lancia Amazon Web Service, una piattaforma che offre servizi di cloud computing, elaborazione e distribuzione di contenuti, società leader in questo settore. Il kindle.

Il Fire Phone (un esperimento, ahimè, fallito). Alexa, l’assistente personale intelligente che accende le luci, cambia la musica, crea la lista della spesa. Amazon Go, i supermercati senza casse.

Verso nuovi orizzonti: Blue Origin

Sostenibilità, editoria e spazio: d’ora in avanti Bezos sarà impegnato su questi fronti. Tra gli impegni più concreti c’è quello della sostenibilità. Mesi fa aveva infatti presentato un piano da 10 miliardi di dollari, già entrato in azione con le prime donazioni a ONG e centri di ricerca.

Altro settore in cui è attivo è quello dell’editoria: nel 2013, tra le altre cose, aveva acquistato il Washington Post, storica testata USA e tra le più critiche nei confronti di Donald Trump.

Infine, ma non meno importante, in fondatore di Amazon è interessato all’esplorazione spaziale. Stando a quanto ha dichiarato, investirebbe oltre un miliardo di dollari all’anno su Blue Origin, la sua compagnia che punta a far decollare il turismo spaziale.

Amazon, un’idea senza nome che poi è diventata una delle migliori compagnie nel mondo, sarà guidata da Andy Jessy.
Il braccio destro di Bezos sarà il nuovo CEO di una compagnia con 1.3 milioni di impiegati, nata in un tempo che ormai sembra lontano anni luce; in un tempo in cui ci si chiedeva: cos’è internet? Nata grazie all’invenzione, che è la strada per il successo.

Per portare a termine questo viaggio iniziato 27 anni fa, Bezos saluta i dipendenti con una lettera.
“Continuate ad inventare! Lasciate che la curiosità sia la vostra bussola! Fate in modo che sia sempre il 1° giorno!”.

E fa sapere che no, non andrà in pensione (nonostante un patrimonio infinito di miliardi), ma dedicherà tutte le sue energie su nuovi prodotti e iniziative. Con lo stesso entusiasmo di quando lavorava in un garage, ma con 150 miliardi di dollari in più.