Jovabeach party e la vendetta dei fratini sfrattati

Jovabeach party e la vendetta dei fratini sfrattati

13 Agosto 2019 0 Di Claudia Svampa

Il tormentone dell’estate 2019 é ormai il Jovabeach party, il tour estivo sulle spiagge che Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti ha ideato per i suoi fan, ma che non trova pace tra proteste di agguerriti ambientalisti e preoccupazioni per gli ormai famosi uccelli fratini (Charadrius Alexandrinus) specie protetta e a rischio d’estinzione che proprio in quelle spiagge nidifica.

Jovabeach party: ciao mamma come mi diverto

Eppure l’eterno ragazzo fortunato il suo Jovabeach tour l’aveva proprio pensato – anche insieme al WWF Italia che è partner per la sensibilizzazione contro la dispersione di plastica in natura – come una serie di eventi a sfondo addirittura ambientalista, senza ipotizzare di dover poi fare i conti proprio con gli angry birds disturbati nel loro habitat.

Nelle presentazioni delle tappe il ragazzone del penso positivo, descriveva ogni concertone come “una città temporanea, un villaggio sulla spiaggia (…) una nuova frontiera dell’intrattenimento proposta in alcune tra le più belle spiagge italiane. Non quelle più note, non quelle da cartolina alla portata di tutti, ma quelle che vanno cercate bene, che per arrivarci si cammina un po’. Un’esperienza artistica, fisica, sensoriale e con particolare attenzione per l’ambiente”.

Ed ecco che invece proprio l’ambiente, il fragile ombelico del mondo, gli si é rivoltato contro.

Greta ad oggi ancora tace, forse al Jovabeach tour non é stata ancora accreditata, ma le polemiche sollevate dal mondo ambientalista si sono alzate, concentrandosi nella scelta delle location individuate per lo svolgimento dei concerti: 17 spiagge poco o non antropizzate con la stessa tipologia di habitat – caratterizzato da sistemi dunali e retrodunali con presenza di comunità vegetali psammofile (piante adatte ad ambienti sabbiosi) nonché specie a rischio estinzione quali appunto il vendicativo tenero Fratino e la mite tartaruga Caretta caretta.

La notte dei desideri osteggiata dagli ambientalisti

Nel corso di questi mesi sono stati tanti gli appelli rivolti da Lipu, AsOER, Legambiente e CNCF a Jovanotti affinché annullasse o, almeno spostasse, le tappe ritenute più problematiche: Torre Flavia (subito annullata per le proteste di associazioni locali e spostata a Marina di Cerveteri), Vasto, Fermo, Roccella Ionica, Policoro, Lido degli Estensi, Albenga, Viareggio, Barletta, Olbia, Lignano Sabbiadoro, Rimini, Castel Volturno, Praia a Mare – Isola di Dino e Plan de Corones.

Tutte considerate inidonee ad ospitare una concentrazione di circa quarantamila mila persone, in ecosistemi estremamente vulnerabili e sensibili, non potendosi garantire né la tutela ambientale del luogo, né l’incolumità stessa del pubblico.

Il silenzio dell’organizzazione sulle gravi criticità sottolineate ha poi fatto partire una serie di esposti a Vasto, Marina di Cerveteri, Roccella Ionica, Rimini con richieste di chiarimenti su presunte irregolarità nelle procedure di rilascio di autorizzazioni e permessi, che hanno trovato sponda nella Relazione ISPRA sull’evento di Roccella Ionica che nel parere n.45930 indicava: “l’evento Jova Beach Party di Roccella Ionica presenta diverse possibili criticità per la conservazione di habitat e specie di interesse comunitario” ritenendo “che sia gli interventi ambientali necessari alla preparazione del sito in funzione dell’evento, sia la realizzazione dell’evento stesso e il successivo ripristino dell’area, comportino rischi di impatto su diverse componenti ambientali compresi habitat e specie tutelati dalla normativa comunitaria vigente”.

Vasto dice no a il più grande spettacolo dopo il Big Bang

E pochi giorni fa il Jovabeach party ha dovuto incassare anche il no definitivo alla tappa di Fosso Marino prevista il 17 agosto sulle spiagge di Vasto per gravi questioni ambientali e rischi sulla sicurezza delle persone coinvolte.

Nell’informativa dei carabinieri inviata al Prefetto si parla infatti esplicitamente di paralisi della viabilità, carenze di parcheggi, violazioni ambientali, personale di controllo insufficiente, problemi amministrativi e lacune nelle documentazioni allegate.

In quella della Gdf si legge espressamente ”l’impatto ambientate rilevante e la non remota possibilità della realizzazione di violazioni di legge”.

Nella relazione dei vigili del fuoco, infine emergono 12 criticità tra le quali l’inesistenza dei percorsi per i mezzi di soccorso.

Come dire: fratini alla riscossa…

A dissociarsi dall’iniziativa del cantante,in primis, é stato il CNCF che ha espresso“preoccupazione per gli eventi che verranno organizzati in questi ambienti estremamente delicati ed in particolare per quelle tappe che coincidono proprio con i siti di nidificazione del Fratino e che non potranno essere scevri da un impatto estremamente negativo (…) e per il rischio di danno ambientale (…) dell’elevata vulnerabilità che caratterizza l’intero ecosistema dunale, ormai quasi scomparso dalle coste italiane.

Anche La Lipu si è più volte dissociata, dichiarando di aver “sin da subito segnalato i rischi di questa iniziativa (…) tanto per la nidificazione del Fratino che per la tutela dei fragilissimi habitat dunali (…) gli ambienti naturali sono delicati e meritevoli di massima cura e massima attenzione. Portarvi decine di migliaia di perone significa determinare un impatto che può essere devastante”.

Dello stesso avviso AsOER che in un comunicato congiunto con SOA ARDEA Ornitologi Marchigiani e Garol scriveva “In diversi casi i siti prescelti coinvolgono addirittura aree protette e/o siti di Interesse Comunitario oppure rischiano di incidere su specie protette a livello comunitario come addirittura la Tartaruga marina Caretta caretta, specie prioritaria per la UE, o come il Fratino Charadrius alexandrinus, per la quale la stessa ISPRA ha chiesto ogni misura possibile per la protezione dei siti di nidificazione dato lo status sfavorevole di conservazione. Non possiamo non notare che in alcuni casi, come a Cerveteri, Vasto e Roccella Jonica, le trasformazioni ambientali connesse alle “necessità” del Jova Beach Party, appaiono essere addirittura l’innesco di possibili modifiche definitive per la costa anche con la realizzazione di futuri villaggi, aree eventi, trasformazione di corsi d’acqua e/o parcheggi”.

E’ qui la festa? Il WWF dice si

Legambiente é intervenuta direttamente sulla tappa di Lido degli Estensi: “Da mesi chiediamo lo spostamento del concerto previsto a Lido degli Estensi. Che il WWF non sappia che le dune sono aree naturali protette ci risulta impossibile crederlo. Proprio per questo non comprendiamo gli amici del WWF che hanno giustificato tale evento in quell’area, considerato anche l’impegno della sezione ferrarese nella contestazione del discutibile progetto di ridimensionamento delle dune a favore dell’allargamento del porto di Porto Garibaldi, dove sono sacrificate dune vitali per un progetto mai completato“.

A colpire è il fatto che WWF Italia continui ad appoggiare la tourneè considerata “una grande occasione per promuovere su un pubblico molto ampio la nostra lotta all’inquinamento da plastica in natura e per sensibilizzare un gran numero di persone ad adottare stili di vita più sostenibili.

Scopo lodevole, che però contrasta con i lavori di preparazione delle location per la costruzione delle “città itinerante» del Jovabeach.

Per ogni concerto si prevedono l’utilizzo di ruspe e trattori a brutalizzare l’ambiente naturale sbancamenti di dune ed asportazione di significative parti di terreno e vegetazione, compromissione dei siti di nidifcazione di specie protette, e in alcuni casi operazioni di “scoticamento” del terreno ed ingenti movimentazioni di terra e sabbia per il livellamento della zona.

Una contraddizione in termini visto che il “WWF da anni si batte, attraverso azioni di sensibilizzazione sui comuni costieri per bandire la pulizia meccanica dei lidi, metodo che danneggia anche i nidi del Fratino”.

Con l’estate addosso e le tasche piene di … acqua (poco plastic free)

Inoltre, con il caldo torrido che falcia, il fanciullone del Jovabeach party e il partner WWF del plastic free non deve aver tenuto in debito conto il consumo in termini di bottigliette di plastica che accompagnerà ogni evento.

Gli diamo un aiutino, sicché, facendo un rapido conto, per una media di 35mila persone che ballano sulla spiaggia ipotizziamo possano essere consumate almeno 70mila bottigliette di plastica che, nel corso delle 17 tappe diventeranno circa 1 milione e 200 bottigliette di plastica in più sulla superficie della Terra…

Con buona pace dell’ambiente, del WWF e della povera ignara Greta Thunberg in viaggio verso New York in barca a vela con Pierre Casiraghi.

Muoviti muoviti, fratino

E con buona pace del Jovabeach, capitanato da un uomo ormai quasi anziano ma che per ingenuità e look resiste quale testimonial della ragazzitudine senza tempo.

Ma del resto, in tempi non sospetti, Lorenzo Cherubini non scelse a caso un nome d’arte che ci avrebbe dovuto illuminare su quella che sarebbe stata la sua eterna giovanottitudine: nomen omen come dicevano i latini.

Dunque, fratino, con l’occhietto torvo, e la specie in estinzione, che l’acqua plastic free te la bevi poco e il politically correct ad impatto ambientale zero ancora meno, muoviti muoviti…