Juncker e Renzi, pace fatta su austerity e migranti

Juncker e Renzi, pace fatta su austerity e migranti

26 Febbraio 2016 0 Di Pietro Nigro

Incontro a Roma tra il premier e il presidente della Commissione Ue. Linea morbida sulla flessibilità, mentre si cerca un accordo tra governanti sulle quote di immigrati.

 

Juncker e Renzi discutono di austerity e flessibilità

Pace fatta tra il premier italiano Matteo Renzi e il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker dopo le tensioni delle scorse settimane. L’ospite, giunto oggi a Roma, ha sostanzialmente accettato che l’Italia manovri sui margini di flessibilità dei conti. Quasi contemporaneamente, tuttavia, arriva dalla Commissione, arrivano segnali di tutt’altro genere.

L’austerity non può essere stupida”, ha detto Juncker.

I conti dell’Italia sono sotto la lente della Commissione, per il presumibile sforamento del parametri, e con un’austerity “morbida” che l’Italia vorrebbe compensare con l’impegno – anche economico – sul fronte immigrazione. Ipotesi che, alla luce di quanto detto oggi da Juncker in conferenza stampa, potrebbe essere dunque accolta.

Noi condividiamo la linea della Commissione europea sulla flessibilità – ha detto Renzi – Il documento ufficiale è del 13 gennaio 2015, lo condividiamo e non chiediamo di cambiarlo, per noi è un riferimento ciò che ci è scritto. Useremo la flessibilità che ci sarà consentita – ha ribadito -, pensiamo che non si debba mettere in discussione la flessibilità e che in un clima come questo che stiamo vivendo, di crisi internazionale, chi si affidasse alle politiche di austerità commetterebbe un errore”.

 

Il problema principale dei conti dell’Italia è e resta il debito. E su questo, il premier ha ribadito l’impegno del suo Esecutivo.

Bisogna dare un messaggio di rispetto delle regole: il debito italiano deve andare giù non perché lo chiede Juncker o i colleghi di altri Paesi, ma perché se un Paese è serio il debito deve ridursi per i propri figli – ha detto Renzi – Serve serietà sul debito e non politiche basate su una cieca mancanza di politica, lo dico perché avendo fatto le riforme ora c’è bisogno di mettere in moto l’economia”.

 

Juncker: Sui migranti l’Italia è un modello

Se Juncker ha usato toni morbidi ed accomodanti con l’Italia, ciò dipende certamente dalla volontà di non esacerbare uno scontro che non può far bene a nessuno. Ma a pesare dev’essere stato anche il riconoscimento della condotta che l’Italia sta avendo nella gestione della crisi dei migranti e che Juncker ha definito “esemplare”, addirittura “un modello per altri Paesi europei esitanti”.

A dividere i leader europei, sostanzialmente il Piano di ridistribuzione dei migranti tra i vari Paesi membri dell’Ue. Sul piano di redistribuzione dei migranti, sottolinea il capo dell’esecutivo di Bruxelles,

non si dice abbastanza spesso che l’Italia in questo ambito e sin dall’inizio, dal 2011, ha tenuto una condotta esemplare che potrebbe servire da modello ai Paesi che avanzano, per essere educati, con un passo esitante. Se tutti i Paesi europei avessero adottato il comportamento dell’Italia, i problemi oggi sarebbero meno gravi”.

Qui il video della conferenza stampa di Renzi e Juncker.