L’Europa a Meloni: “Non abbandonare la transizione verde”
08 Giugno 2026La Commissione europea tende una mano all’Italia affinché non abbandoni la transizione energetica. La decisione di Bruxelles è giunta nelle stesse ore in cui la Camera approvava il disegno di legge sul nucleare. Si possono tenere insieme due strategie apparentemente divergenti ? In cosa consiste l’aiuto dell’Ue all’Italia ? Il contesto geopolitico con guerre e rotte energetiche sta facendo la differenza su ciò che dobbiamo costruire per il futuro. Ennesima partita politica tra ambientalisti, conservatori e gradualisti. Al di qua delle critiche all’Ue e alle politiche energetiche maturate negli anni scorsi, in cosa consiste l’aiuto europeo all’Italia ? Principalmente in un aiuto alla fiscalità. Attraverso l’ “European Semester: Spring Package” vengono ampliati gli strumenti di flessibilità per circa 14 miliardi di euro. Le risorse nei prossimi tre anni vanno investite per sostenere la transizione energetica e rispondere alla crisi innescata dall’instabilità in Medio Oriente e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.

Europa e regole da rispettare
Il comunicato della Commissione chiarisce che i Paesi che adotteranno misure per rafforzare la sicurezza energetica e accelerare l’abbandono dei combustibili fossili potranno richiedere anche margini aggiuntivi nell’ambito della cosiddetta National Escape Clause. In pratica i fondi già previsti per le spese militari potranno essere reindirizzati verso investimenti per la resilienza energetica. I parametri sono fino allo 0,3% del PIL annuo nel 2026, 2027 e 2028, con un tetto cumulativo dello 0,6% del PIL nel triennio.
Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha precisato che le risorse non potranno finanziare sussidi ai combustibili fossili né riduzioni indiscriminate della tassazione, come il taglio delle accise. Se ne deduce che quello prorogato fino al 3 luglio, è l’ultimo. Bisognerà sostenere l’acquisto di veicoli elettrici, la sostituzione di caldaie a gas con pompe di calore, l’installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo, ulteriori investimenti nelle reti energetiche e nell’elettrificazione dei consumi. Ma l’Italia dovrà accelerare sulll’elettrificazione, intensificare la diffusione delle energie rinnovabili e potenziare lo stoccaggio energetico.
Qui si riapre il grande tema delle autorizzazioni a livello locale che hanno frenato investimenti per milioni di euro. Tanto a destra quanto a sinistra c’è bisogno di riflettere ed essere pragmatici.
L’Italia è anche chiamata ad affrontare i rischi climatici migliorando il coordinamento istituzionale e la copertura assicurativa, oltre a colmare le carenze infrastrutturali nella gestione idrica e dei rifiuti, in particolare nel Mezzogiorno.
In parallelo alla decisione della Commissione Ue, Giorgia Meloni ha lanciato un primo segnale. Il governo ha approvato una rimodulazione del PNRR da circa 2 miliardi di euro. Il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti ha chiarito che 700 milioni vanno a Industria 5.0, 1 miliardo all’housing con focus sull’efficienza energetica, 200 milioni all’efficientamento energetico degli Enti di Residenza Pubblica, 173 milioni alle comunità energetiche, 94 milioni per treni elettrici e 32 milioni a supporto delle PMI per la produzione di energia. Se sono rose fioriranno. Forse anche prima dei tre anni.


