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L’ Intelligenza artificiale condiziona la psicologia. Lo conferma una ricerca sui più giovani

L’ Intelligenza artificiale condiziona la psicologia. Lo conferma una ricerca sui più giovani

03 Luglio 2026 Off di Redazione In24

“L’Intelligenza Artificiale rappresenta una sfida strategica per il futuro del Paese e richiede un percorso di innovazione fondato su competenze, responsabilità e centralità della persona.
L’Intelligenza Artificiale può rafforzare i servizi, sostenere il lavoro dei professionisti e ampliare le opportunità di accesso alle conoscenze. Ma, soprattutto in ambiti delicati come quello della salute psicologica, non potrà mai sostituire il valore dell’ascolto, dell’empatia e della relazione umana. I dati di questa indagine dimostrano che il mondo della psicologia sta affrontando questo cambiamento con apertura e consapevolezza. È compito delle istituzioni accompagnare questa transizione, promuovendo competenze, regole condivise e un utilizzo dell’innovazione che metta sempre al centro la persona, tuteli i diritti e rafforzi la qualità della relazione di cura”. A parlare è l’on. Enzo Amich, Presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sostenibilità Digitale e la Sovranità Tecnologica, promotore della conferenza stampa di presentazione della prima indagine nazionale sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e professione psicologica. L’indagine è stata presentata nella Sala Stampa della Camera dei deputati.

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“Tra i numerosi episodi di cronaca che invitano alla massima prudenza, si registrano casi nei quali minorenni in condizioni di vulnerabilità relazionale o emotiva si sono confidati con sistemi di Intelligenza Artificiale anziché con figure professionali o familiari di riferimento” aggiunge Amich.
L’intelligenza artificiale può creare dipendenza emotiva e isolamento sociale. I chatbot non offrendo risposte immediate e acritiche e simulando l’empatia, determinano un attaccamento alla macchina, fino ad annullare il contatto con gli amici e la famiglia.
La ricerca, realizzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), analizza il livello di diffusione dell’IA nella professione, gli ambiti di utilizzo, le opportunità, le criticità e le prospettive di sviluppo. Offre anche una fotografia aggiornata del rapporto tra psicologia e innovazione tecnologica.
Alla conferenza stampa con Amich sono intervenuti anche Francesca Schirra, vicepresidente nazionale CNOP, Valentina Di Mattei, Consigliere nazionale CNOP e referente del Gruppo di lavoro “Intelligenza Artificiale: innovazione, applicazione ed etica”, e Luca Bernardelli, componente del medesimo gruppo. I lavori sono stati moderati dal giornalista Vincenzo La Manna, vicedirettore di Askanews

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