L’ Italia che frana e la fuga dai borghi storici. Un progetto di più Università per prevenire tragedie e spopolamento

26 Febbraio 2026 Off Di Redazione Italia Notizie 24
Le frane sono il calvario esistenziale per migliaia di persone, costrette a lasciare case e affetti per mettersi in salvo. Il caso di Niscemi è emblematico di responsabilità e negligenza rispetto alla prevenzione. Siamo davanti a fenomeni che colpiscono i centri storici con la predita di beni materiali e immateriali incalcolabili.

Il progetto sulla vulnerabilità

Questa mattina a Civitacampomarano (CB) vengono presentati i risultati del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) 2022 LIVES “LIVing in unstable historical towns”: Frane e vulnerabilità dei borghi dell’Appennino meridionale. Uno studio attualissimo per capire dove siamo, ma soprattutto per non sottostare a fenomeni che grazie alla scienza e alle tecnologie si possono governare. Le decisioni politiche e gli investimenti necessari sono la conseguenza di analisi e visione di lungo periodo.
Paola Revellino, Responsabile del Progetto e Docente Università del Sannio spiega così LIVES: “È uno studio che descrive l’impatto delle frane sul tema dello spopolamento dei borghi interni dell’Italia. Saranno esposte le analisi approfondite sulla stabilità dei centri storici di Civitacampomarano (CB), Lauria (PZ) e San Lorenzo Bellizzi (CS), tre realtà emblematiche della vulnerabilità geologica dell’Italia interna”.
Il progetto, a carattere multidisciplinare, ha coinvolto il Dipartimento di Scienze e Tecnologie (DST) dell’Università degli Studi del Sannio e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e delle Risorse (DISTAR) dell’Università di Napoli Federico II. Alla realizzazione hanno contribuito anche il Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura (DIST) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ed il Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi (DEMM) dell’Università del Sannio.

L’importanza dei borghi

I borghi dell’Appennino meridionale sono stati studiati mettendo a fuoco l’esposizione ai fenomeni franosi  nella prospettiva di recuperare la presenza di persone e attività contro lo spopolamento ed la marginalità. “Qui c’erano gli affetti, c’era la vostra vita” ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella agli abitanti di Niscemi. Parole   che danno il senso a studi e interventi scientifici per tenere in vita paesi e borghi .
Nel convegno in Molise, patrocinato dall’Associazione Italiana di Geologia Applicata e Ambientale (AIGA), si esporranno le analisi sulla stabilità dei tre centri storici su cui si è concentrato il lavoro degli studiosi.
Il progetto ha elaborato nuovi criteri e protocolli di monitoraggio, pensati per rafforzare la prevenzione e la mitigazione del rischio  mediante sensori, controlli periodici e sistemi di osservazione accurati e tecnologicamente avanzati.

I risultati raggiunti sono importanti in particolare per la definizione del modello geologico del fenomeno franoso con comprensione dei fattori geologici e la definizione dei danni sulle abitazioni. E qui entrano in gioco le risorse da stanziare che non sono mai abbastanza. Basta, ritenere le frane lungo la catena appenninica  come eventi imprevedibili. La scienza e i geologi lo ripetono da anni.

Pantaleone De Vita, Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Geologia Applicata e Ambientale lo conferma: “ il LIVES è uno studio puntuale che risulta di fondamentale importanza per la salvaguardia dei centri storici, contribuendo alla tutela e alla conservazione del relativo patrimonio storico, architettonico e paesaggistico”.  Pezzi d’Italia da non lasciar scivolare in burroni e valli.

Banner Istituzionale Italpress 666x82