La Capitana Carola è una persona perbene. A  differenza di Salvini sa assumersi le proprie responsabilità

La Capitana Carola è una persona perbene. A differenza di Salvini sa assumersi le proprie responsabilità

30 Giugno 2019 0 Di Marino Marquardt

Il Chiacchierone del Viminale strombazza “Missione compiuta”. Ma la vera missione compiuta è stata quella della Capitana Carola Rakete che – in barba alla rozzezza del Leghista – è riuscita a fare sbarcare i 40 migranti ormai esausti dalla Sea Watch 3. Una impresa coraggiosa che ora rischia di pagare a caro prezzo, al costo della sua libertà. E scusate se è poco…

La corretteza della Capitana e le sguaiataggini della pancia dell’Italia peggiore

Detto ciò – prima di archiviare la vicenda – di fronte alle sguaiataggini della pancia dell’Italia peggiore è doveroso puntualizzare la gratuità delle accuse alla Capitana Coraggiosa, una Donna probabilmente già temprata dalle battaglie navali sostenute nonostante la giovane età sotto la bandiera di Greenpeace. E’ doveroso allora sottolineare quanto segue:

  • Carola Rakete è una persona perbene. Se fosse stata una taxista o una scafista al servizio delle organizzazioni criminali internazionali che gestiscono il traffico clandestino di esseri umani non si sarebbe messa nelle condizioni di essere arrestata;
  • Carola Rakete è una persona perbene che sa assumersi le proprie responsabilità. E non rinnega le proprie scelte compiute in nome dei diritti umani. Ed è una persona che sa riconoscere i propri errori scusandosene. Come ha fatto con i finanzieri che avevano tentato di impedirle l’attracco. Il tutto a differenza abissale dai comportamenti di Matteo Salvini, il Leader del Carroccio, Vicepremier, Ministro dell’Interno, Capo religioso della Lega etc etc, che – dopo avere spacconeggiato in diretta Fb contro i magistrati di Siracusa che ne chiedevano il processo – chiese al Parlamento di essere sottratto al giudizio della Magistratura. I complici Cinquestelle disciplinatamente obbedirono e Salvini la fece franca.

Altra pasta, altra cultura, altra etica dividono e distinguono i Due. E le chiacchiere di giornata del Leghista ne aumentano le distanze.

Il duro attacco di Lucia Annunziata al tracotante Leghista

Detto ciò bene ha fatto Lucia Annunziata, Direttore dell’Huffington Post a cantargliene quattro.

“Free Carola”. Fermate quel pagliaccio di Salvini”. Mai titolo fu più elequente e liquidatorio.

La Annunziata è categorica. “Qualcuno metta fine a questa pagliacciata – urla dalla sua tastiera –  Chi l’ha messa in piedi, nella sua ultima impersonificazione a fini mediatici, quella del peronista abbronzato e descamisado peronista abbronzato e descamisado, ha decisamente varcato il senso del ridicolo: questo vicepremier che ha già tutta la tracotanza del premier, si appella, in difesa del paese, a leggi che è lui il primo a violare.

Il Matteo Salvini che ha violato la più importante delle leggi del mare, il dovere di soccorso, accusa la capitana di una nave di violare le leggi internazionali perché invece ha soccorso – e dunque non ha violato quella legge. A che titolo etico indossa dunque i panni dell’accusatore?

Il Matteo Salvini che è stato salvato dal Parlamento e dai suoi soci al Governo, il Movimento 5 stelle, dal processo per sequestro di persone, nel caso della nave Diciotti, vuole mettere sotto processo il capitano di una nave che ha portato in salvo delle persone. Con quale credibilità legale parla?

Il Matteo Salvini che in questo momento sfida le leggi europee sulla immigrazione, in nome del fatto che sono ingiuste; il Matteo Salvini che in questo momento sfida i parametri europei sulla manovra economica, in quanto ingiusti, chiede di processare la capitana della Sea Watch perché anche lei sfida leggi che considera ingiuste. Sulla base di questo ragionare, Salvini si presenterà infine anche lui in un tribunale?…”. Indubbiamente è un articolo da leggere tutto d’un fiato.

30/06/2019    h.06.00