La carica dei cialtroni e le storie di soldi che inguaiano la campagna elettorale

La carica dei cialtroni e le storie di soldi che inguaiano la campagna elettorale

13 Gennaio 2018 0 Di Marino Marquardt

Luci e ombre di una campagna elettorale in cui spiccano cialtroni in cerca di candidature, indagini sulla Consip e perfino la presunta finta vendita del Milan.

Moderati, la carica dei cialtroni.

Scene di un gruppo di cialtroni in campagna elettorale. Non è il titolo di un film, sono le schifezze della politica e dei relativi interpreti che i cronisti quotidianamente annotano.

Schifezze che vedono in primo piano i cosiddetti “centristi”. Costoro ormai hanno invaso il quadro politico e – sfusi e a pacchetti – sono onnipresenti e immarcescibili. Inquinano più della plastica… E come quei rifiuti che viaggiano da una regione all’altra per essere smaltiti, così certi parlamentari uscenti viaggiano da centrodestra a centrosinistra e viceversa per essere candidati. Appartengono alla suddetta categoria. quella dei cosiddetti “moderati”, paccottiglia umana guidata unicamente dalla bussola dell’arrivismo.

E’ uno spettacolo di immensa tristezza questo offerto da costoro, piccoli uomini privi di progettualità politica e mossi soltanto da ambizioni, aspirazioni e interessi personali. Si tratta di appassiti Narcisi che appoggiano sul nulla l’ammirazione per se stessi. Fanno parte della carretta di clown, straccioni, nani, ballerine e saltimbanchi che stanno animando la campagna elettorale, Urla, promesse e slogan attraverso i quali ciascuno spara sciocchezze, ciascuno dà libero sfogo a fantasie e a fantasticherie. Lampi bugiardi sul futuro e nulla più.

Questi sono i soggetti dei recenti flashes sulla italica Politica agli albori Terzo Millennio, queste sono le immagini che rappresentano l’espressione del vuoto progettuale e concettuale.

Il tutto mentre gli intellettuali colpevolmente dormono o stanno a guardare o si sono assisi a banchettare… Sono immagini deteriori di una campagna elettorale che vede un Centrodestra e un Centrosinistra ormai sovrapponibili, che propone la Sinistra rappresentata da LeU di Pietro Grasso alla ricerca di più attraenti connotati, che presenta il lodevole ma ancora acerbo M5s alle prese con l’operazione-credibilità presso gli ambienti che contano. E con la confusione figlia di una sgangherata Legge elettorale che regna sovrana su tutto.

Senza dire dei parlamentari uscenti del Pd e di Fi che già boccheggiano come i pesci quando comincia a mancare l’acqua: temono l’espulsione dal Circo parlamentare in seguito alla scontata flessione dei rispettivi partiti e alla conseguente riduzione dei seggi. E sgomitano tra loro nel tentativo di accaparrarsi il posto migliore sull’ultimo treno che porta a Montecitorio e a Palazzo Madama.

E senza poi dire della litigiosità presente nella coalizione del Frodatore di Arcore. False alleanze, patti di cartapesta, deliri leghisti… Solito Barnum berlusconiano, insomma. Ciliegine sulla torta elettorale l’esplosione di nuove e vecchie sigle, di nuovi e vecchi loghi per improvvisati leader senza seguito. Nient’altro che inquietanti premesse che – per il dopo-voto – lasciano immaginare anche il fino ad oggi inimmaginabile.

Il tutto nei giorni in cui si è scoperto che Carlo De Benedetti – Affari, Finanza & Editoria – aveva reso noto alla Consob il ruolo da lui occultamente avuto nelle scelte di Palazzo Chigi durante i Mille Giorni del Governo di Matteo Renzi, un ruolo che lo ha portato a riconoscere – tra l’altro – la paternità del Jobs Act.

Affare Consip, la Procura di Roma chiede la proroga delle indagini pr Lotti

lottiDulcis in fundo l’Affaire Consip nuovamente emerso dalle nebbie del Palazzaccio.

Nuove ombre, insomma, calano sulla campagna elettorale di Matteo Renzi, del Ministro dello Sport Luca Lotti e sul Pd.

La Procura di Roma ha infatti chiesto la proroga delle indagini nei confronti di Lotti, accusato di favoreggiamento e violazione del segreto istruttorio nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta sulla Centrale Acquisti che vede indagato anche Babbo Tiziano Renzi.

I magistrati hanno sollecitato al Gip un prolungamento di altri sei mesi per le indagini.

La richiesta dei pm riguarda anche il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette e l’ex comandante della Legione Toscana dell’Arma, Emanuele Saltalamacchia.

Chiesta al gip la proroga anche per gli imprenditori Alfredo Romeo e Carlo Russo, l’ex parlamentare del Pdl e consulente di Romeo, Italo Bocchino, per l’Ad di Grandi Stazioni, Silvio Gizzi e gli ex manager della centrale acquisti della Pa, Domenico Casalino, Luigi Ferrara e Francesco Licci e per il presidente Pubbliacqua, società partecipata del Comune di Firenze, Filippo Vannoni.

 

Milan, la Stampa segnala un’inchiesta sulla vendita ai cinesi

Ma se Atene dei filosofi piange Sparta dei guerrieri non ride, raccontavano gli antichi greci.

Si fa per dire perché l’accostamento oggi è improprio perché l’Atene renziana e la Sparta berlusconiana del Terzo Millennio italico sono la stessa cosa o quasi.

Ad arricchire il quadro delle furfanterie è arrivata la notizia di conti truccati tra Silvio Berlusconi e i cinesi sulla vendita del Milan. Notizia sparata in prima pagina da La Stampa del Gruppo Espresso di cui è presidente Carlo De Benedetti. Uno a uno, commenta qualcuno.

Notizia però smentita dalla Procura di Milano.

“Allo stato non esistono procedimenti penali sulla compravendita dell’A.C. Milan”,

ha infatti dichiarato il procuratore capo della Repubblica di Milano, Francesco Greco.

Resta il giallo di fronte agli spifferi di riciclaggio e alle certezze in merito del quotidiano torinese.

Di mezzo – superfluo sottolineare – ci sono ancora una volta i soldi. Una storia ancora non chiusa e che potrebbe andare ad arricchire i temi della campagna elettorale. Come dire che in quanto a fetenzie la Politica in questi giorni non si fa mancare niente.

Il quadro, insomma, è quello che è. E i chiari di luna che si riflettono sulla Politica sono quelli che sono. Vedremo come alla Dea Confusione risponderà il Paese il 4 marzo…