La guerra spinge l’Europa per una mobilità sostenibile. “Cominciare dai trasporti”, dice l’Ue
28 Aprile 2026Allineare il pacchetto automobilistico europeo alle esigenze delle realtà locali per garantire una transizione equa e competitiva. Ora più che mai è necessario promuovere sistemi di trasporto che spingano verso una mobilità verde e rispondano alle sfide territoriali. In questo scenario, il riferimento più determinato è alla crisi dello stretto di Hormuz. Non poteva non essere così. I leader locali e regionali che compongono la commissione Politica di coesione territoriale e bilancio dell’UE (COTER) si sono fatti carico di questa impellenza nella loro ultima riunione. Hanno discusso i temi più gravi del momento, alzando lo sguardo su ciò che accadrà nelle prosisme settimane. Il dibattito ha riguardato i temi dell’agenda delle città e la strategia macroregionale atlantica. La connessione tra questi temi e quello che ci aspetta è evidente.

Trasporti sostenibili
Il settore automobilistico è profondamente radicato nei territori industriali in cui si concentrano le reti di produzione, i fornitori e l’occupazione. I membri della commissione hanno sottolineato, insieme ai rappresentanti della Commissione europea, delle ONG ambientali e dell’Alleanza per le competenze nel settore automobilistico, che il pacchetto automobilistico dell’UE recentemente presentato deve tenere conto delle realtà regionali.
Portando la loro esperienza come leader di territori che dipendono fortemente dalla produzione automobilistica, i rappresentanti politici hanno sottolineato la necessità di condizioni normative prevedibili relative alla decarbonizzazione e all’elettrificazione. Non solo. Hanno discusso anche di un sostegno mirato all’innovazione regionale e di misure specifiche per la ristrutturazione industriale. Sul piatto ci sono le paure di predita di posti di lavoro, abbassamento delle commesse, calo di ordini. Quando si discute di tutto questo, in trasparenza c’è un colpo al sovranismo industriale che blocca il passaggio alla motorizzazione sostenibile.
Coordinare meglio i lavori
Durante i lavori i leader hanno chiarito che sarà fondamentale superare le disparità territoriali nello sviluppo e nell’accessibilità delle infrastrutture di trasporto. C’è “ la necessità di un migliore coordinamento tra i livelli dell’UE, nazionale e regionale nella pianificazione e nella realizzazione di infrastrutture di trasporto su larga scala, nonché di un quadro di finanziamento più chiaro e accessibile” hanno spiegato.
E’ importante accelerare la realizzazione degli investimenti nei trasporti, compresi i collegamenti transfrontalieri, le ferrovie ad alta velocità e le infrastrutture per i combustibili puliti. Questo è un punto essenziale per affrontare i prossimi anni senza dipendere delle bizze del Trump di turno.
A più livelli decisionali bisogna garatire che le iniziative di sostenibilità energetica e ambientale promuovano la coesione territoriale. E allora, ecco quello che suggerisce di fare Hormuz. “l’Europa dipende ancora da fonti energetiche esterne- dice il documento finale della riunione – come dimostrano le conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz, rendendo gli investimenti nei combustibili alternativi più importanti che mai”. Nero su bianco bisogna prendere atto dei ritardi e agire. Alla commissione COTER lo hanno fatto. Non è chiaro, però, chi li seguirà.


