La legge sul fine vita approvata in Veneto. Luca Zaia: “è un atto di civiltà”
02 Settembre 2026Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita. I voti a favore sono stati 32, 5 gli astenuti e 14 i contrari. “E’ stata una discussione lunga, complessa e profonda, che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche”, ha scritto il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. Gli emendamenti hanno tenuto conto dei rilievi della Corte costituzionale e di altre proposte della Giuta regionale. “Nulla è più importante della dignità della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, ha detto il goverhatire del Veneto, Alberto Stefani

Era il giorno della verità per la legge di iniziativa popolare sul fine vita con emendamenti presentati da tutte le forze politiche. Zaia, da tempo si era detto favorevole al provvedimento: “Non stiamo votando sul fine vita, stiamo facendo un atto di civiltà ” ha ripetuto in questi giorni. Il tema da anni è al centro del dibattito politico e culturale. Il Parlamento non ha ancora approvato una legge nazionale organica ed è il motivo per il quale si muovono le Regioni, segnate da contrapposizioni etiche e da discussioni sulla leggittimità delle decisioni locali,sui diritti dei malati e delle famiglie.
La proposta e la sentenza della Corte costituzionale
La proposta di legge è stata promossa dall’associazione Luca Coscioni con il progetto “Liberi Subito” e forte di 9 mila firme, stabilisce procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. Tutto nel rispetto della sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale.
La legge, del resto, era già stata bocciata in Consiglio regionale a gennaio 2024 per un solo voto. La maggioranza di centrodestra, prima del voto finale,ha ribadito che la legge non istituisce il suicidio assistito, ma disciplina l’organizzazione del percorso sanitario previsto dalla giurisprudenza costituzionale. Mentre la politica discuteva , favorevoli e cotrari al fine vita si confrontavano in piazza. Tra i presenti Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, determinato nell’applicazione della sentenza della Corte costituzionale.
La legge della Toscana
Quella sentenza stabilisce particolari circostanze affinchè l’aiuto al suicidio non venga punito. Una casistica che prevede una patologia irreversibile, sofferenze fisiche e psicologiche intollerabili, la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, lapiena capacità dell’autodeterminazione. Le strutture del servizio sanitario nazionale e il comitato etico devono, tuttavia, esprimere il proprio parere prima della decisione finale.
L’unica Regione italiana ad aver approvato sinora una specifica legge sul suicidio medicalmente assistito è la Toscana, guidata da Eugenio Giani del centrosinistra. Nel 2025 con il voto favorevole di PD, M5S, Italia Viva e quello contrario di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia sono state approvate procedure, tempi e organizzazione sanitaria territoriale per applicare la sentenza. Ora anche il Veneto ci è riuscito.


