La memoria della dignità umana in occasione della Festa della Repubblica Italiana

La memoria della dignità umana in occasione della Festa della Repubblica Italiana

02 Giugno 2021 0 Di Redazione In24

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione di Regina Catrambone, co-founder e direttore di MOAS-Migrant Offshore Aid Station: 

Il 2 giugno 1946 i cittadini italiani si recarono alle urne per le prime libere elezioni che seguirono la fine del dramma fascista, per il referendum istituzionale che avrebbe introdotto la forma repubblicana e per l’elezione dei deputati dell’Assemblea Costituente, a cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale.

La nostra Costituzione, all’articolo 2, sancisce che “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”, e nell’accezione di “uomo” e non di “cittadino” mostra il proprio spirito, come definito dalla dichiarazione universale dei diritti umani promulgata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, all’inclusività dell’uomo in quanto tale. La dignità umana, appartenenza a un unico e comune genere umano, precede la cittadinanza e sta alla base di tutti gli altri valori costituzionali, dall’eguaglianza alla libertà e alla solidarietà.

Da cittadina italiana, che negli anni ha viaggiato per il mondo e conosciuto realtà molto diverse tra  loro, non posso che essere orgogliosa della nostra amata Costituzione. Mi chiedo però se stiamo davvero rispettando lo spirito con il quale i padri fondatori hanno elaborato la nostra Carta.

Me lo sono chiesta alla luce dei fatti avvenuti la scorsa settimana a Torino e alla tragica morte di Musa Balde, un giovane ventitreenne originario della Guinea arrivato in Italia dalla Libia nel 2016, la cui vita si è spenta tra le mura di un CPR – Centro di permanenza per il rimpatrio.

Qualche settimana prima, a Ventimiglia, il ragazzo era stato vittima di un violento pestaggio con tubi di plastica e spranghe. A seguito delle ferite riportate, Balde è stato ricoverato in ospedale ma una volta dimesso, con prognosi di dieci giorni per gravi lesioni e un trauma facciale, invece di essere curato, è stato trasferito presso il CPR e messo in isolamento. Il permesso di soggiorno del ragazzo era scaduto e con un decreto di espulsione il sistema prevede la detenzione amministrativa.

Balde, un soggetto vulnerabile e fragile, nel rispetto dei diritti inviolabili garantiti dalla nostra Costituzione, avrebbe dovuto essere curato e aiutato dal nostro Stato. E, invece, tra le mura disumanizzanti del centro, non ha retto all’isolamento e alla disperazione, togliendosi la vita. I sogni di Balde, quello di studiare e di trovare un lavoro in Italia, sono così spariti all’interno di una cella. Ascoltando questa storia continuo a chiedermi se quella di Balde fosse stata una delle tante vite strappate alla morte durante le missioni MOAS nel Mediterraneo.

Oggi, in una giornata così importante non possiamo che celebrare la nostra Repubblica secondo lo spirito di inclusione universale che la caratterizza, senza dimenticarci di coloro i quali vivono sul nostro territorio in condizioni di marginalità, spesso disumane. La dignità umana deve tornare a essere posta al centro. Tutti gli Stati europei non possono chiudere gli occhi davanti alla questione della dignità delle persone migranti, in un periodo in cui l’aggressione a questo valore fondamentale prende forma attraverso l’intolleranza e gli episodi di razzismo ai quali assistiamo con occhi indifferenti.

Buona Festa della Repubblica a tutti voi!

 

Regina Catrambone