Con la morte di Stefano Rodotà se n’è andato un uomo raro

Con la morte di Stefano Rodotà se n’è andato un uomo raro

24 Giugno 2017 0 Di Marino Marquardt

Con Stefano Rodotà se ne è andato un uomo raro. Lo dice uno che non ama elogi funebri, celebrazioni,commemorazioni e coccodrilli di maniera.

Stefano Rodotà, un uomo raro

Se ne è andato un Uomo raro. Lo dice uno che non ama elogi funebri, celebrazioni, commemorazioni e “coccodrilli” di maniera.

Se ne è andato un gran Signore, un grande intellettuale, un grande combattente e guardiano dei diritti. Se ne è andato un attento giurista, un indipendente politico di Sinistra sempre meno uomo di partito col trascorrere del tempo.

Con la morte di Stefano Rodotà la Sinistra e l’Italia si scoprono più povere. Anticonformista, eretico della Sinistra e mai organico alle linee ufficiali del Pci prima e del Pds poi. Distante dal Pd e da Matteo Renzi, gli sarebbe piaciuto vedere un Pd a Cinque stelle. Un sincretismo politico impossibile da realizzare e ne era ben consapevole. Tanto da non fargli confondere il sogno con la realtà.

La sua indipendenza intellettuale lo rese molto uomo di Sinistra e poco uomo di partito. Ereticamente composto ed educato non chinò mai il capo di fronte ai capibastone che si alternavano nel partito a lui vicino.

Fu la negazione del modello di intellettuale “Signorsì” oggi più di ieri in voga in tutte le forze politiche.

Modello di onestà intellettuale, per scelta etica si tenne sempre lontano dalle questioni di bottega della Sinistra. Piuttosto le esaminò e spesso ne bocciò finalità e protagonisti.

Un uomo raro per le qualità intrinseche e perciò inadatto alle bassezze di partito. Cercò di interpretare la politica in maniera “altra”, in modo alto. In modo tanto alto che gli costarono anche gli sciagurati insulti di un impudente Beppe Grillo il quale – dopo averlo osannato – lo definì “ottuagenario graziato dalla Rete”. Uno scivolone – questo del leader pentastellato – il cui ricordo difficilmente potrà essere cancellato.

Oggi nel ricordarne le qualità interiori di Stefano Rodotà mi torna in mente la celebre frase di Emmanuel Kant:

“Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”.

Buon viaggio, Professore, tra i ricordi della gente o verso chissà dove se è vero che dopo la morte c’è un “Dove”…