La prima donna che… è ancora una notizia?

La prima donna che… è ancora una notizia?

19 Settembre 2016 0 Di Angela Bovino

A quanto pare la prima donna che fa qualcosa è – per i giornali italiani – ancora una notizia. Riusciranno davvero a convincermi che viviamo in un paese sessista.

La prima donna che… è ancora una notizia?

Partiamo dal fatto di oggi di cui vogliamo parlarvi: alcuni ufficiali della Marina militare di Taranto avrebbero intascato mazzette per gli appalti. Questa dovrebbe essere la notizia e questo dovrebbe essere quanto avremmo dovuto leggere. Quello che abbiamo letto, invece, è che per la prima volta finisce in manette una donna ufficiale.

Prima donna fatto quotidiano

Certo, posso anche capire che parlare di mazzette in Italia è un po’ come il canonico “cane morde uomo”, vale a dire – per chi non ha studiato di giornalismo – una notizia di nessun appeal per il pubblico, una cosa assolutamente normale e di nessun interesse.

Vediamo tutti i giorni come i siti di informazione e i quotidiani cerchino disperatamente la notizia “bomba” (l’uomo che morde il cane per intenderci), ma mi chiedo: davvero è oggi una notizia bomba “la prima donna che”?

E’ plausibile che nell’Italia di oggi le donne – quantomeno nella vita pubblica – si percepiscano in modo “neutro”, semplicemente come persone e non come “donna” o “femmina”; come fanno gli uomini, tutti i giorni nel mondo occidentale. Sono dunque davvero incomprensibili questo genere di titoli e di sottolineature.

  1. Mazzette, in manette ufficiale donna (Il Fatto Quotidiano)
  2. Tangenti in Marina per la prima volta finisce in manette una donna ufficiale (LaRepubblica su carta – qui invece la notizia on line)
  3. Il Messaggero; “Tangenti, prima donna militare in manette“.
  4. Francesca: la tenente della Marina accusata di truccare gli appalti (il Corriere della Sera).

L’ultimo poi, è – se possibile – anche peggio degli altri. E me lo ha fatto notare una donna intelligente ed ironica che non ha assolutamente un approccio “femminista” dicendomi: chissà se mai avrebbero scritto “Filippo, il tenente della Marina che…”. E lì ho capito il ridicolo della cosa.

E siamo ancora alla prima donna

E’ vero che un vezzo del giornalismo è quello di cercare il “primo” in tutto: dal primo presidente di colore al primo uomo sulla luna, alla prima – per restare al tema – donna italiana nello spazio, e sicuramente questi titoli a prima vista non sono certo uno scandalo.

Ma se non sono uno scandalo nemmeno sono una cosa da sottovalutare. Vogliamo fare notare nel contesto della notizia anche che è la prima donna ufficiale ad essere arrestata? E va bene, facciamolo. Ma allo stesso tempo chiediamoci cosa comunica la notizia della prima donna soldato che prende mazzette? Che le donne non sono sante? Che sono capaci di delinquere? Non so a voi – maschi o femmine – ma a me comincia a dar fastidio.

E sono una delle ultime – credo – ad essermene accorta devo ammetterlo. Forse perché prima della recrudescenza del maschilismo, ero una di quelle persone che mai avrebbero pensato di vedere l’evoluzione umana tornare indietro. La mia generazione è forse la prima generazione di donne a sentirsi libera senza doverci pensare.

Sapevamo dell’emancipazione solo per averne sentito parlare da madri e nonne, ma sulla nostra pelle non abbiamo dovuto subire quello che ora noi stesse e le nostre figlie subiscono. E’ come la guerra. Puoi averla studiata a scuola, puoi averne sentito parlare dai nonni ma se non l’hai vissuta non sai davvero cos’è.

Le riforme (dal divorzio, all’aborto, alla parità dei coniugi nel matrimonio) in Italia risalgono solamente agli anni settanta del secolo appena passato e non è dunque giustificabile questo genere di sottolineature se non con una volontà – forse inconscia lo concediamo – degli uomini di recuperare il terreno perduto. Cosa ingiusta ed impossibile.

Ringrazio dunque pubblicamente le prime donne – queste si – che in questi anni ce lo hanno fatto notare.