La ricerca in Italia sfida se stessa
12 Luglio 2025Un convegno a Roma premia giovani ricercatori e premia la collaborazione tra Enti italiani.

La ricerca scientifica italiana ha successo se i giovani non scappano. Abbiamo perso il conto degli anni dai quali si discute di come far rientrare quelli che, comunque, sono scappati. Le ambizioni sono traguardi raggiungibili quando il sistema non le ostacola. I nostri giovani ne hanno e manifestandole sfidano se stessi.
Quando al Convegno del Consorzio INBB -Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi- a Roma l’altro giorno sono stati premiati nove giovani per la qualità e l’interesse dei poster da loro realizzati per le aree scientifiche agroalimentare, ambientale, sanità, c’è stato un sussulto di soddisfazione. I tre settori sono strategici per il Consorzio che riunisce decine di strutture universitarie italiane. I giovani con i loro lavori si sono distinti in un’operazione di trasferimento tecnologico dimostrando che l’Italia non è condannata a vivere di rimesse tecno da altro Paesi.
A Roma si è svolto il Convegno Nazionale dello I.N.B.B. che ha visto la partecipazione di 150 professori universitari e ricercatori. Un evento per capire e riflettere sulla forza dei laboratori e dei centri di ricerca diffusi nel nostro Paese. Il direttore del Consorzio, Pietro Ragni, alla fine si è detto molto soddisfatto, al netto dell’assenza dei rappresentanti del governo. Tra gli invitati c’erano i ministri della Salute e della Ricerca scientifica, ma hanno inviato solo messaggi di buon lavoro. Per chi ha partecipato c’è stata la soddisfazione della presenza per un terzo di giovani under 40: “il futuro della nostra comunità scientifica” spiega Ragni. Il presidente di INBB G.Antonini ha aperto i lavori che hanno messo fuoco il tema della riorganizzazione e della ricerca scientifica nella sanità. Tre medici di fama mondiale, M. Massetti, A. Moschetta e C. Ventura– hanno affrontato il tema, soffermandosi sulle nuove frontiere della ricerca nel settore del metabolismo in funzione del DNA e della medicina rigenerativa grazie alle cellule staminali. Ma l’Italia ha davanti opportunità anche nell’agroalimentare o negli
ibterferenti endocrini, sostanze che alterano il sistema ormonale. Cosa dire ? Bisogna crederci e la testimonianza della collaborazione tra il Consorzio e il Cube Labs, noto come acceleratore italiano di innovazione, è un segnale di fiducia verso tutto quello che si dice di voler fare, ma poi non si fa. Il Convegno era alla XV edizione; la prossima dovrebbe darci ancora più fiducia. La aspettiamo.


