La Russia conferma zar Vladimir. E Putin frena sulla corsa agli armamenti

La Russia conferma zar Vladimir. E Putin frena sulla corsa agli armamenti

19 Marzo 2018 0 Di Pietro Nigro

Russia, trionfale successo per Vladimir Putin che ottiene il suo quarto mandato presidenziale ed ora rassicura l’Occidente: Nessuna corsa agli armamenti.

Russia, elezione trionfale per Zar Vladimir Putin

Zar Vladimir Putin ce l’ha fatta: ha ottenuto una valanga di voti, quasi il 77 per cento pari a 56 milioni di elettori, nelle elezioni di domenica scorsa, a cui ha partecipato oltre il 66 per cento degli elettori, e si appresta ad aprire il suo quarto mandato presidenziale. Ed ora tente un ramoscello di ulivo ai suoi partner internazionali, facendo sapere ai Paesi occidentali che non ha alcuna intenzione di alimentare alcuna corsa agli armamenti.

Una elezione da record sotto ogni profilo, tanto che Zar Vladimir ha voluto festeggiare subito con il “suo” popolo, concedendosi un bagno di folla – a urne chiuse e risultato acquisito – ieri sera a Mosca.

Con quasi il 100% dei voti contati, infatti, la Commissione elettorale centrale russa ha annunciato che Putin, primo ministro ormai dal lontano 1999 e sostenuto praticamente da tutti i media, ha ottenuto oltre 56 milioni di voti, pari al 76,69 per cento, e una affluenza del 67,7 per cento (un po’ meno del 70 per cento auspicato da Putin nei giorni scorsi).

L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Ocse, di cui l’Italia è presidente di turno, ha affermato che le restrizioni sulle libertà fondamentali, nonché sulla registrazione dei candidati, hanno limitato le possibilità di impegno politico e ridotto di molto la concorrenza elettorale, sebbene alla competizione abbiano partecipato altri sette candidati.

Il rivale arrivato più vicino, il candidato del Partito Comunista Pavel Grudinin, si ferma appena all’11,8 per cento, mentre il nazionalista Vladimir Zhirinovsky ha ottenuto il 5,6 per cento. Del tutto trascurabili i risultati degli altri candidati, mentre il suo vero e più pericoloso rivale, l’attivista anti-corruzione Alexei Navalny, è stato rpeventivamente escluso dalla corsa elettorale.

Navalny, che aveva invitato gli elettori a boicottare le elezioni, ha esortato i suoi sostenitori a non perdere la fiducia e ha detto che la sua campagna è riuscita a ridurre l’affluenza, accusando le autorità di essere state costrette a falsificare i risultati del voto, anche se la Commissione elettorale centrale ha assicurato che non c’è stato praticamente nessun ricorso o contestazione.

Putin dunque ha molti motivi per festeggiare. La sua vittoria era attesa, ma nessuno si aspettava che potesse essere così clamorosa, inequivocabile e chiarissima. E gli consegna per la quarta volta le chiavi del Cremlino, dove resterà per altri sei anni fino al 2024. Il che lo rende il governante russo più longevo dai tempi di Stalin.

Quarta presidenza, si punta su benessere per i russi e distensione internazionale

E per inaugurare il suo quarto mandato, Putin ha scelto toni molto soft per riavviare le relazioni internazionali, dichiarandosi pronto ad affrontare ogni sforzo per ridurre le tensioni con gli altri paesi e facendo sapere che non intende alimentare alcuna corsa agli armamenti.

L’occasione, un incontro avvenuto oggi con i leader sconitti alle elezioni, che Putin ha convocato per illustrare le sue parole d’ordine per i prossimi anni, con al centro la politica interna, insieme alla “distensione” sul piano internazionale.

Al centro della sua politica futura, ha detto zar Vladimir, la necessità di assicurare a tutti adeguati standard di vita, e per questo ha promesso maggior investimenti nell’istruzione, nelle infrastrutture e nella salute, riducendo al contempo le spese per la difesa.

“Nessuno ha intenzione di accelerare una corsa agli armamenti – ha assicurato Putin – aremo tutto il possibile per appianare tutte le divergenze con i nostri partner utilizzando canali politici e diplomatici”.

Il che, sostengono gli osservatori internazionali, rappresenta un notevole cambio di passo, dopo anni di scontri piccoli e grandi, a cominciare dalla crisi in Ucraina per finire con la guerra in Siria e passando per il recente avvelenamento della ex spia a Londra.

Senza contare che perfino la campagna elettorale che si è appena chiusa è stata condotta a suon di proclami bellicosi e roboanti, e Putin ha colto l’occasione per mostrare ai russi, e al mondo, le più recenti e potenti armi nucleari messe a disposizione dell’Armata Rossa.

Per intanto, i leader internazionali, chi più chi meno, salutano la sua rielezione e gli formulano gli auguri del caso.

Da Berlino la cancelliera tedesca Angela Merkel manda a Putin i suoi auguri e gli chiede un dialogo più aperto: “È più importante che mai perseguire il dialogo e promuovere le relazioni tra i nostri paesi e popoli”. Ancor più incalzante Heiko Maas, il nuovo ministro degli esteri tedesco, che ha messo in dubbio l’esistenza di una autentica concorrenza elettorale. Il presidente cinese Xi Jinping è stato tra i primi ad offrire le sue congratulazioni a Putin, che ha anche parlato al telefono con il presidente francese Emmanuel Macron e con il presidente turco Tayyip Erdogan. Macron ha augurato alla Russia e al suo popolo il successo nella modernizzazione del paese, mentre Erdogan ha parlato con Putin degli sforzi congiunti di Mosca e Ankara per risolvere la crisi siriana. Anche alla Casa Bianca nessuno è stato sorpreso dal successo di Putin, anche se un portavoce ha escluso che siano in programma telefonate tra Donald Trump e Putin.