La sprezzante volgarità linguistica di Salvini può travolgere il M5s

La sprezzante volgarità linguistica di Salvini può travolgere il M5s

27 Gennaio 2019 0 Di Marino Marquardt

Crepuscolo grillino. Non bastavano i silenzi, i toni bassi e gli imbarazzi dei Cinquestelle di fronte alla arrogante volgarità e disumanità di Matteo Salvini… A far da sponda al Leader della Lega da ieri si è messo anche Beppe Grillo. Nessuna censura verso i toni aspri del Socio di Governo, il Comico genovese di fatto ne ha avallato scelte e comportamenti. Travolto da cupio dissolvi, il Fondatore del M5s sacrifica i consensi e aliena sull’altare della Governabilità le simpatie dell’elettorato di Sinistra verso la sua Creatura. I sondaggi – del resto – parlano chiaro: gli elettori provenienti dalla Sinistra si stanno allontanando dal Movimento. Il M5s – di fatto – rischia di dimezzarsi. E sarebbe un ridimensionamento non recuperabile.

Indignano i toni sprezzanti di Matteo Salvini

Detto questo, ciò che maggiormente indigna sono i toni del Leader della Lega. In un Paese civile non possono essere tollerati i toni sprezzanti del vicepremier nonché Ministro dell’Interno e Capo del Carroccio. Toni rozzi e urticanti nei confronti dei poveri, dei deboli e dei disperati. Toni che a maggior ragione non possono essere tollerati in un Paese che orgogliosamente sbandiera le proprie radici cristiane.

Toni sprezzanti che rappresentano uno schiaffo all’intelligenza quando chi li usa è uno che fa campagna elettorale mostrando il rosario e il Vangelo tra le mani.

Toni inaccettabili e intollerabili. Toni ripugnanti per un ateo come il sottoscritto nel quale convivono i valori della Sinistra e del Cristianesimo sociale.

La volgarità salviniana può travolgere il M5s

Come già detto, la volgarità salviniana può travolgere il M5s, finora passivo e silenziosamente accondiscendente di fronte alle rudezze del Ministro dell’Interno.

E viene da chiedersi fino a che punto i Cinquestelle intendano prestare il fianco alla ferocia e alla insensibilità sociale del Leader della Lega e fino a qual punto intendano indossare i panni degli utili idioti.

Di fronte alle sconcezze linguistiche, di fronte alla disumanità del Ministro dell’Interno inevitabilmente viene da chiedersi come sia possibile che i Cinquestelle non abbiano ancora capito che a pagare per le nefandezze e per la ferocia salviniana saranno loro e non la Lega.

Sarà il M5s a pagare perché Salvini è in sintonia con i suoi. Il Leghista si comporta come gli chiede la sua piazza mentre il M5s si comporta contro la sua natura e contro il sentire di buona parte del suo elettorato

Il razzismo, l’intolleranza e gli egoismi territoriali sono nel Dna della Lega. Ma razzismo, intolleranza ed egoismi territoriali non soltanto non sono nel Dna del M5s ma sono contrari all’etica originaria dei Cinquestelle.

Luigi Di Maio sull’altare della governabilità sta svendendo l’anima del Movimento, la sua e quella dell’ampia fetta dei sostenitori Cinquestelle a Lui devoti.

Dove sono finiti i ruggiti di Beppe Grillo, dove è finita la filantropia di Alessandro Di Battista, dove sono finite le istanze etico-morali pentastellate, dove è finita la lotta alle Caste di ogni specie e colore, dove è finita la fame di giustizia? Scomparsi dai radar.

Di fronte all’arretramento politico e culturale, per i Cinquestelle è giunto il tempo di ritrovare l’originario slancio vitale. Salvini sta scavando loro la fossa. Ma i pochi se ne stanno accorgendo…

27/01/2019  h.12.50