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Labirinto della Masone, luogo unico in Italia e nel mondo

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Il labirinto della Masone, vicino Parma, ideato da Franco Maria Ricci, composto interamente da piante di bambù (Ph. Patrizia Russo / In24).
Il labirinto della Masone, vicino Parma, ideato da Franco Maria Ricci, composto interamente da piante di bambù (Ph. Patrizia Russo / In24).

Vicino Parma il più grande labirinto esistente. Quello ideato da Franco Maria Ricci è un complesso spettacolare, composto interamente da piante di bambù appartenenti a venti specie diverse, capace di trasformarsi anche in un luogo espositivo.

Il labirinto della Masone tra mito e leggende

Antico e misterioso, il labirinto, non smette di affascinare.

Con il termine “labirinto” si intende una struttura, di solito di vaste dimensioni, costruita in modo tale che chi vi entra difficilmente riesce a trovare l’uscita. E questa parola ci riporta, immediatamente alla mente, il mito di Teseo e il Minotauro.

“Sognai per la prima volta di costruire un Labirinto circa trent’anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: lo scrittore argentino Jorge Luis Borges, afferma Franco Maria Ricci. Il Labirinto, si sa, era da sempre uno dei suoi temi preferiti; e le traiettorie che i suoi passi esitanti di cieco disegnavano intorno a me mi facevano pensare alle incertezze di chi si muove fra biforcazioni ed enigmi. Com’è noto, quando fece costruire il suo Labirinto, che era una prigione, Minosse nutriva intenzioni cupe e crudeli; io immaginai un equivalente addolcito, che fosse anche un Giardino, dove la gente potesse passeggiare, smarrendosi di tanto in tanto, ma senza pericolo”.

E così la scelta del bambù. Una pianta che proviene da luoghi lontani, sempreverde, delicata ed elegante.

La forma del labirinto vegetale della Masone si ispira a quella del labirinto romano con angoli retti e suddivisa in quartieri. Il perimetro è, invece, a forma di stella a cinque punte, ispirata alle città fortificate rinascimentali.

Era ed è un luogo di singolare suggestione. Quello fortemente voluto da Franco Maria Ricci a molte vie, con bivi e vicoli ciechi riporta ad una generale disposizione culturale che valorizza il momento della scelta individuale nella vita dell’uomo.

Il labirinto fa parte di un polo culturale che include anche un museo che ospita la collezione permanente, una grande biblioteca, una cappella cattolica, una caffetteria, un ristorante, sale espositive e spazi per eventi, concerti e mostre temporanee.

Un percorso in cui inoltrarsi e perdersi per fantasticare e riflettere

A pochi minuti da Fontanellato dove la campagna della Pianura Padana, in questo periodo dell’anno, color oro, avvolta in un pregnante odore di concime, si trova il labirinto più grande del mondo. Un percorso verde che si snoda per oltre sette ettari costituito da decine di migliaia di piante di bambù.

Il Labirinto della Masone è un parco culturale nato da un’idea e da una promessa fatta da Franco Maria Ricci (editore di libri eleganti ed esclusivi, designer, collezionista e appassionato d’arte) allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, affascinato da sempre dal simbolo del labirinto visto anche come metafora della condizione umana.

Quello di Ricci, esteta di gusto eccelso e da sempre amante del bello, è un dedalo elegante e seducente. Un luogo di cultura da lui progettato con gli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto.

I sentieri di bambù del Labirinto della Masone (Ph. Patrizia Russo/In24).
I sentieri di bambù del Labirinto della Masone (Ph. Patrizia Russo/In24).

L’avventura, unica nel suo genere, inizia varcando un cancello. I sentieri perpendicolari e paralleli sono avvolti nel verde, apparentemente tutti uguali, interrotti da bivi e vicoli ciechi. Lo sguardo vaga, ma il verde declinato nelle sfumature degli oltre ventimila bambù e il fogliame fitto non lascia intravedere nulla di quello che ci aspetta.

Qui non c’è fretta, ognuno può prendersi tutto il tempo che vuole per passeggiare, meditare, perdersi; per godere del parco che ci avvolge silenzioso.

Avere la possibilità di smarrire la strada o ritrovare quel fascino che solo il dover scegliere sa darti, in un’epoca puntellata da google maps e dal diktat del tempo, è una sensazione affascinante, quasi unica.

L’impresa è divertente, un momento di vero relax, anche se la tentazione di consultare la mappa per trovare l’uscita è sempre forte, come quella di scomparire in quei tre chilometri di intricati percorsi.

Trovata l’uscita il percorso continua nel museo dove si può ammirare l’eclettica e curiosa collezione d’arte di Franco Maria Ricci che si snoda tra cinque secoli di storia, con pitture, sculture e oggetti d’arte che vanno dal cinquecento al novecento.

Una sala dell'eclettica e curiosa collezione d’arte nel museo del Labirinto della Masone (Ph. Patrizia Russo/In24).
Una sala dell’eclettica e curiosa collezione d’arte nel museo del Labirinto della Masone (Ph. Patrizia Russo/In24).

Dal belvedere è, infine, possibile godere di una vista dall’alto del labirinto e del territorio circostante. Il percorso museale termina con un’ultima opera d’arte: la Jaguar nera E Type che Ricci guidava da ragazzo.

L’avventuroso viaggio, che è stata un’esperienza tra natura e arte, si conclude uscendo dal portale dell’imponente costruzione in muratura dal colore uniforme dei mattoncini.

La sensazione, ma anche la piacevole scoperta è quella di aver vissuto del sogno di qualcun altro.

Un sogno che è diventato realtà:

Sulle terre che avevano nutrito, e un po’ anche arricchito, la mia famiglia, volevo lasciare una traccia di me”.

Un viaggio nel viaggio: altre tappe a due passi dal Labirinto

Rocca San Vitale (Ph. Patrizia Russo/In24).
Rocca San Vitale (Ph. Patrizia Russo/In24).

Siamo a pochi minuti da Fontanellato, borgo famoso per la Rocca San Vitale con gli affreschi del Parmigianino, e a meno di mezz’ora dalla capitale della gastronomia, Parma, che dal Parmigiano Reggiano ai salumi incanta con i suoi gusti e i suoi sapori.

Dopo la visita al labirinto ci si può fermare nel vicino ristorante Tre pozzi. Atmosfera elegante nella sua semplicità in contrasto con l’esterno che ricorda le classiche trattorie locali. Ricette della tradizione emiliana, e non solo, ben presentate, gustose e preparate con materie prime di qualità.

Buona la carta dei vini, con etichette regionali e nazionali. Il tutto servito dalla cortesia, professionalità e simpatia del proprietario.

Doveroso, per chi non è del luogo, tornare a casa con il “re dei salumi”: il Culatello di Zibello.

La lavorazione artigianale, il suo sapore distintivo dal gusto leggermente affumicato, molto delicato e raffinato, ne fanno un piccolo status symbol gastronomico.

Lungo la via Emilia, al numero 129, si incontra il Salumificio Rossi. Nell’adiacente Culatelleria®, si trova un locale dove poter degustare al tavolo salumi, formaggi e vini tipici ed eventualmente acquistarli. Entrando ti avvolge il bouquet del salume appena tagliato.

Info utili

Il Labirinto della Masone è aperto tutti i giorni, inclusi i festivi. È chiuso il martedì e le festività del 25 dicembre e del 1 gennaio. L’orario di apertura è dalle 10.30 alle 19.00. Il costo del biglietto € 18,00.

http://www.labirintodifrancomariaricci.it/it/labirinto/homepage-labirinto

L’albergo/Ristorante Tre Pozzi – Via Emilia, 129, Fontanellato (Pr) – tel. 0521/825347 http://www.albergotrepozzi.it

La Culatelleria® – Via Emilia, 129 Fontanellato (PR) – tel. 0521/825107 http://www.culatelleria.it