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L’appello di Liliana Segre sul ddl antisemitismo spacca il centrosinistra

L’appello di Liliana Segre sul ddl antisemitismo spacca il centrosinistra

30 Settembre 2026 Off di Redazione Italia Notizie 24

La Commissione Affari costituzionali della Camera ha  scelto come relatore del ddl antisemitismo nella versione uscita dal Senato, Paolo Emilio Russo (Forza Italia).  In Aula la maggioranza è stata unita nel sì al provvedimento, il centrosinistra si è diviso: il Pd ha abbandonato la Commissione al momento della voto; Avs e M5s hanno votato contro, Italia Viva e Azione a favore.

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La spaccatura a sinistra è conseguenza dell’appello della senatrice a vita Liliana Segre ?  Per i il Pd  uscito dalla Commisione il gesto è  “un segnale di rispetto” verso la senatrice a vita ma c’è un disagio sul valore dell’antisemitismo che il governo indicherebbe le testo. Il ddl è calendarizzato in Aula per la discussione generale venerdì 2 ottobre.

Liliana Segre ha lanciato un appello all’unità parlamentare. Ha detto di essere «incredula» per le divisioni sul provvedimento e le contrapposizioni che si sono manifestate nel centrosinistra. Ha chiesto a tutti i partiti di mettere da parte le  divisioni per arrivare a un’approvazione unanime. Nell’ultimo appello ha chiesto di apportare delle modifiche con la possibilità di criticare le azioni di Netanyahu. Richiesta che era stata fatta anche dalla segeretaria del Pd Elly Schlein.

Emanuele Fiano lascia il Pd?

L’antisemitismo non riguarda soltanto la tutela della minoranza ebraica, ma rappresenta un problema per la vita democratica. La legge deve salvaguardare il diritto di criticare politicamente il governo e lo Stato di Israele, come si può criticare qualsiasi altro Paese, questa in sintesi la posizione delal Segre e di molti ebrei a favore del provvedimento. La sostanza è che il governo di Benjamin Netanyahu non rappresenta lo Stato di Israele e busogna avere la possibilità di criticarlo senza andare conbtro la legge.

La vicenda è particolarmente divisiva all’interno del Pd. Emanuele Fiano, esponente di rilievo del Partito,  di religione ebraica, è favorevole al ddl nella sua versione approvata dal Senato. In una lettera pubblicata dal Foglio, ha scritto che non accetta che la lotta all’antisemitismo venga contrapposta alla possibilità di criticare il governo Netanyahu, l’esercito israeliano o le violenze dei coloni.

Secondo Fiano, queste critiche sono legittime e necessarie e non costituiscono automaticamente antisemitismo. Il testo, peralto, non introduce reati o pene per le opinioni, ma costituisce soprattutto uno strumento di prevenzione. Fiano contesta l’interpretazione secondo cui il ddl sarebbe un “bavaglio” alla libertà di espressione ed ha minacciato di lasciare il Pd. Le ore prima della discussione di venerdi potranno modificare ancora le posizioni in campo.

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