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Laudato Sì, la mafia, Papa Leone e il negazionismo

Laudato Sì, la mafia, Papa Leone e il negazionismo

25 Maggio 2026 Off di Redazione Italia Notizie 24

Ad Acerra, nella Cattedrale della Terra dei fuochi, Papa Leone ha pronunciato uno dei discorsi più emblematici del suo Pontificato, intrecciando due anniversari che raramente vengono accostati: la pubblicazione della Laudato si’ per rispondere alle ferite inferte al Creato e l’attentato di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Due ferite diverse, ma — nelle parole del Pontefice — «generate dalla stessa cultura della morte».

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La Terra dei fuochi  “valle di ossa aride”

Il Papa ha scelto l’immagine biblica di Ezechiele per descrivere la condizione di un territorio devastato da decenni di sversamenti illegali, roghi tossici e complicità criminali. Una “Campania felix” tradita, dove la bellezza originaria è stata trasformata in un paesaggio di morte: «un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune». Leone non parla solo di ambiente: parla di famiglie che hanno perso figli e genitori, di comunità ferite da un inquinamento che non è un incidente, ma un crimine.

Nel ricordare il decennale dell’Enciclica di Papa Francesco, Leone la definisce «un dono per questa terra», perché ha saputo unire ecologia, giustizia sociale e dignità umana. La Laudato si’ è diventata così la cornice teologica e civile per leggere la storia recente della Terra dei fuochi: denuncia, responsabilità, speranza. E l’invito a riconoscere i segni di rinascita già presenti: comunità che collaborano, parrocchie che denunciano, cittadini che non si rassegnano.

Falcone e Borsellino: la legalità come ecologia umana

Nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci, Leone compie un passaggio decisivo: lega la lotta alla mafia alla difesa dell’ambiente. Il negazionismo mafioso — fatto di omertà, minimizzazione, complicità — che per decenni abbiamo ascoltato nel nostro Paese, soprattutto nelle zone d’Italia in cui ci si illudeva di essere immuni, è oggi in parte sostituito da ambientale di oggi.

Ed in questo negazionismo vediamo paradossalmente alleati i vecchi sistemi produttivi che inquinano e che non vogliono pagare alcun costo sociale ed  i nuovi colossi tecnologici impegnati in una delle attività più energivore del pianeta. Dunque: la crisi ambientale non è solo frutto di incuria, ma di un modello economico che continua a sacrificare territori e persone.

Responsabilità contro indifferenza

In questo contesto, spicca il richiamo di Leone XIV alla scelta della responsabilità, riconoscendo che la  Campania ha scelto la strada più difficile: denunce, inchieste, volontariato, educazione, anche grazie ad una Chiesa locale- ha detto il Pontefice – che «ha osato la profezia».

Il Papa sa bene, e lo dice, che il cammino non è concluso. Serve perseveranza, serve conversione, serve un cuore nuovo e serve la consapevolezza sempre più diffusa che ciascuno di noi riesca a capire ci essere “la risposta”.

Il cambiamento non nasce da un decreto, ma da una comunità che si rialza, da istituzioni che collaborano, da cittadini che non cedono alla rassegnazione.

 

Articolo in partnership con www.politicainsieme.it

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