Lavoro: dove sono gli specializzati? Un progetto in Toscana

Lavoro: dove sono gli specializzati? Un progetto in Toscana

16 Febbraio 2026 Off di Redazione In24
Ritrovare un posto di lavoro con nuova formazione professionale, se si è perso quello che si aveva. In Italia ogni anno ci sono migliaia di posti liberi che non vengono ricoperti per mancanza di professionalità adeguate.
Il sistema industriale va a caccia di profili specifici che non trova e in molti casi le aziende sono costrette a organizzare direttamente la formazione. Ne farebbero a meno per risparmiare i costi. Un esempio di partnership arriva dalla Toscana
La Regione per la seconda volta ha deciso di finanziare un percorso formativo pubblico per coloro che sono in cerca di occupazione. Con quasi 4 milioni di euro di Fondi Fesr ha rifinanziato i cosidetti voucher “just in time”, che consentono un intervento formativo per disoccupati, inoccupati, inattivi, in caso di disponibilità di un’impresa ad assumere.

La seconda volta della Regione

È un operazione già fatta che rafforza l’intesa tra pubblico e privato e soprattutto permette di controllare meglio il mercato del lavoro. ” I voucher non solo abbattono i tempi tra la richiesta delle aziende e la realizzazione del percorso formativo necessario all’assunzione, ma rappresentano una misura validissima per allineare l’offerta formativa ai fabbisogni delle imprese. Garantiscono lo sviluppo e aggiornamento di competenze riguardo a figure professionali con maggior difficoltà di reperimento da parte delle imprese ”, hanno spiegato il presidente della  Regione, Eugenio Giani e l’assessore al lavoro e alla formazione, Alberto Lenzi.
L’iniziativa viene rilanciata per il 2026 , ma ha alle spalle i buoni risultati della prima edizione. Tra aprile 2024 e aprile 2025, infatti, la Regione ha monitorato l’andamento del “just in time”, riscontrandone l’efficacia. L’80% dei destinatari dei corsi di formazione regionali, alla fine ha trovato lavoro con un regolare contratto.

Tempi e organizzazione

I voucher sono promossi nell’ambito di Giovanisì, il progetto regionale per l’autonomia dei giovani. Ma come fanno a funzionare così bene ? Quando c’è di mezzo lo Stato, c’è sempre il sospetto che la burocrazia freni tutto.
Qui le imprese presentano la richiesta di interesse all’assunzione presso i Centri per l’impiego. I Centri selezionano, tra i partecipanti al bando, le persone a cui assegnare il voucher, spendibile presso uno degli Enti formativi disponibili ad erogare formazione.
L’accesso e la fruizione dei voucher è scandita da una tempistica precisa e da una serie di passaggi che vanno dai cittadini in cerca di occupazione, ma da addestrare, alle reali offerte di lavoro, al sistema dei Centri per l’impiego, fino agli Enti di formazione. Se il sistema si blocca bisogna intervenire con i correttivi necessari per massimizzare lo sforzo. La Regione spera nel bis del 2024-2025.
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