Le morti sul lavoro, strage silenziosa da fermare.
11 Settembre 2025Intervento di Antonio Di Bella, Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro.

Sono passati due anni dalla strage di Brandizzo quando cinque lavoratori persero la vita travolti da un treno in corsa e l’Italia è davanti a tragedie continue. “Una strage silenziosa, quotidiana, che colpisce l’ intera società che non può dirsi civile se non è in grado di garantire luoghi di lavoro sicuri”: dice il Presidente nazionale ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) Antonio Di Bella. Nelle ultime ore morti a Monza, Torino, Riposto ; persone al lavoro in condizioni non sicure. “Non possiamo più accettare che il dolore e l’indignazione si ripetano ogni giorno senza un cambiamento concreto. I numeri parlano chiaro: nei primi sette mesi del 2025 l’INAIL ha registrato 607 morti sul lavoro, con un aumento del 5,2% rispetto all’anno precedente”, aggiunge Di Bella. La politica partecipa al dolore delle famiglie, prepara provvedimenti che purtroppo non producono quell’efficacia che il Paese aspetta. Le denunce di infortunio, intanto, sono arrivate a 349.444, mentre le malattie professionali sono cresciute del 9,9%, raggiungendo il numero di 60 mila denunce. Ritorna il grande tema dei controlli. A che punto siamo ? “Come ANMIL chiediamo un cambio di passo immediato e radicale: più prevenzione, più controlli, più formazione mirata. Le norme non devono restare parole sulla carta, ma trasformarsi in tutele concrete nei cantieri, nelle fabbriche, in ogni luogo di lavoro”. Tutelare i lavoratori vuol dire assumersi la responsabilità di ciò che un’impresa è chiamata a fare. Sono molte le occasioni in cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato le imprese a investire in prevenzione e formazione del personale. Serve una svolta culturale che coinvolga tutti i soggetti in campo. Ci vuole più coraggio e più mobilitazione per arrivare a un livello soddisfacente dell’organizzazione del lavoro. La sicurezza non è un costo da contenere, ma un valore imprescindibile da difendere ogni giorno, dice l’ANMIL sperando di essere ascoltata.


