L’età dell’oro a Palermo: la tradizione orafa siciliana rivive tra storia e contemporaneità
08 Aprile 2026A Villa Zito un nuovo appuntamento della mostra dedicata al gioiello tra XVII e XIX secolo: protagonista la collezione Fecarotta Antichità, tra eredità storica e creazione contemporanea.
L’età dell’oro a Palermo: il dialogo tra passato e presente dell’oreficeria siciliana
Prosegue a Villa Zito a Palermo il percorso espositivo de “L’età dell’oro. Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo. Opere, collezionismo e contesti per l’oreficeria contemporanea”, una mostra che mette in relazione il patrimonio storico dell’arte orafa isolana con le sue interpretazioni contemporanee.
Nel cuore di Palermo, l’esposizione – promossa dalla Fondazione Sicilia – continua a costruire un ponte tra epoche diverse, valorizzando il gioiello non solo come oggetto decorativo, ma come testimonianza culturale, sociale e artistica.
La collezione Fecarotta Antichità protagonista del nuovo appuntamento
Sabato 11 aprile, la rassegna si arricchisce di un nuovo capitolo con l’ingresso della collezione Fecarotta Antichità, protagonista del quinto appuntamento dedicato agli orafi contemporanei.
Le creazioni esposte nascono da un dialogo diretto con la tradizione: gioielli ispirati ai monili antichi siciliani, reinterpretati da maestri orafi palermitani sotto la supervisione di Fabrizio Fecarotta e della sua famiglia. Un lavoro che unisce rigore filologico e sensibilità contemporanea, restituendo nuova vita a forme e simboli del passato.
Tra i pezzi in mostra, orecchini e ornamenti che richiamano modelli storici – dai “panareddi” alle girandole, fino ai motivi con putti alati – realizzati con materiali preziosi come oro, argento dorato, smalti, corallo e pietre.
Una storia familiare lunga oltre due secoli
La presenza della famiglia Fecarotta non rappresenta solo un contributo artistico, ma anche una testimonianza storica. Le radici di questa tradizione affondano alla fine del Settecento, con Nicola Fecarotta, orafo e cesellatore attivo alla corte borbonica.
Da allora, generazione dopo generazione, la famiglia ha mantenuto viva una pratica artigianale fondata su competenza tecnica e gusto estetico, attraversando epoche e trasformazioni del mercato.
Un percorso che ha portato l’attività a evolversi fino alla gioielleria contemporanea su misura, dove ogni creazione nasce dall’incontro tra desiderio del cliente e sapere artigiano.
La mostra come laboratorio culturale
Il progetto espositivo si distingue per il suo approccio dinamico: non una semplice raccolta di oggetti, ma un vero e proprio laboratorio culturale. Gli incontri con orafi contemporanei, come quello dedicato alla collezione Fecarotta, trasformano la mostra in uno spazio di confronto tra tradizione e innovazione.
Curata da Sergio Intorre e Roberta Cruciata, con l’allestimento seguito da Barbara Rappa, la rassegna coinvolge studiosi, artigiani e pubblico in un dialogo continuo sul valore del gioiello nella società di ieri e di oggi.
Un patrimonio da riscoprire
Visitabile fino al 24 maggio 2026, la mostra offre l’opportunità di riscoprire un patrimonio spesso poco raccontato: quello dell’oreficeria siciliana, che tra XVII e XIX secolo ha raggiunto livelli di eccellenza riconosciuti in tutta Europa.
Oggi, attraverso iniziative come questa, quel patrimonio torna a essere fonte di ispirazione per nuove generazioni di artigiani e designer, dimostrando come la tradizione possa ancora generare innovazione.
Informazioni e accesso
Villa Zito è aperta al pubblico dal martedì alla domenica, con orario continuato dalle 10 alle 18. L’esposizione è accessibile con diverse formule di ingresso e prevede agevolazioni per studenti, minori e categorie specifiche, confermando la volontà di rendere la cultura accessibile a un pubblico ampio e diversificato.



