Lettera alla Ue, Conte e la sua squadra come Totò e Peppino: “Veniamo noi con questa mia addirvi…”

Lettera alla Ue, Conte e la sua squadra come Totò e Peppino: “Veniamo noi con questa mia addirvi…”

20 Giugno 2019 0 Di Marino Marquardt

“Veniamo noi con questa mia addirvi”, un po’ come Totò e Peppino nel famoso film fine anni ’50 e un po’ come “Caro amico ti scrivo” in versione plurale… Il Premier Giuseppe Conte fa il verso ai due Maestri della comicità e all’indimenticabile Lucio Dalla. Chiude la busta – il Premier – e invia la missiva ai Colleghi europei. Poi si imbarca sull’aereo che lo porterà a Bruxelles col cappello in mano e con l’espressione  di circostanza sul viso…

Lettera vuota, priva di contenuti e piena di buone intenzioni

Il testo della lettera – sostanzialmente vuoto di contenuti ma pieno di buone intenzioni – in Consiglio dei Ministri è stato apparentemente condiviso da tutti e a tarda notte Ministri e Sottosegretari sono passati ai tarallucci e vino seppure con i pugnali che Ciascuno nascondeva in qualche parte dell’abito che indossava.

La Squadra di Palazzo Chigi dà dunque il via al prevedibile tira e molla sui conti italiani con Ecofin e Commissione UE. Conte dovrà mercanteggiare. I numeri – vedrete – non torneranno, le ottimistiche previsioni del Governo italiano non convinceranno gli interlocutori e sarà uno sparpetuo come da copione. Poi qualcuno dall’alto ci metterà una mano e sarà trovato un vergognoso compromesso. I bookmakers accettano scommesse…

Intanto dalle parti di Montecitorio e di Palazzo Madama c’è chi vive con trepidazione l’attesa…

“Seduto in quel caffè…”, torna alla mente il vecchio successo di fine anni ’60 dell’Equipe 84 – “29 settembre” – quando la mente di molti inquilini dei Palazzi, alla luce degli attuali chiari di luna, si lascia andare in arzigogolamenti sui possibili futuri scenari e sulla tenuta del Governo gialloverde.

Il 29 settembre – secondo gli esperti – potrebbe essere infatti il giorno del giudizio, il giorno in cui gli italiani ancora freschi di abbronzatura potrebbero essere chiamati alle urne per il rinnovo anticipato del Parlamento..

Ma procediamo con ordine.

Il quadro indubbiamente è sconfortante.

A gettare uno sguardo sull’attuale panorama politico e ad ipotizzare futuri scenari è disarmante prendere atto di come le due maggiori forze politiche destinate a svolgere ruoli di opposizione – il Pd e il M5s –  appaiano al momento senza bussola, senza identità e perciò senza futuro.

Si tratta – ovviamente – di una constatazione che va al di là della conflittualità ormai permanente tra i due Soci di Governo, Lega e M5s, una conflittualità che rende ancora più precario lo scenario in cui si muovono protagonisti e comparse della Commedia Politica.

Dem e Cinquestelle anime morte

Anime morte – Pd e M5s – alla mercè dei rispettivi Seppellitori, Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio.

E la attestata insipienza di Dem e Cinquestelle finisce inevitabilmente col fare da lievito per i successi leghisti

Anime morte all’ombra del Nazareno e dei clic della piattaforma Rousseau, anime morte incapaci di contrastare l’iniziativa salviniana supportata dai legionari meloniani di Fratelli d’Italia e da quelle schegge di Forza Italia in via di ricompattamento attorno al Governatore della Liguria, Giovanni Toti.

Forza Italia, due coordinatori sull’altare della confusione

Senza dire che, a proposito di Forza Italia, la nomina di Mara Carfagna e di Toti a coordinatori nazionali del Partito finirà con l’alimentare la confusione nella già litigiosa Compagnia berlusconiana. Si rivelerà un errore la scelta compiuta ieri dal Demiurgo Silvio Berlusconi ultimamente con le sinapsi in disordine e da registrare.

Detto ciò, questo appena descritto è il quadro oltremodo desolante per la Politica italiana, è il quadro desolante per quanti non apprezzano la deriva culturale del Paese e per quanti non tollerano la rozzezza salviniana.

E’ il quadro desolante che rischia di precipitare il sistema democratico del Paese in un cul de sac dal quale non sarà facile venirne fuori.

9 e 21 luglio i giorni decisivi per la Legiaslatura

Intanto, il prossimo 9 luglio sapremo se l’Europa avvierà o no la procedura di infrazione per debito contro il nostro Paese.

Inutile dire che sono in tanti tra i miracolati Cinquestelle del 4 marzo 2018 e tra i superstiti renziani scampati all’oblio in quella stessa giornata ad accendere ceri a Santi e Madonne nella speranza di poter tirare a campare almeno fino al 21 luglio.

Il 21 luglio è infatti l’ultima data utile per poter sciogliere le Camere in funzione di elezioni anticipate in autunno. Non a caso – come già detto – c’è già chi indica l’ultima domenica di settembre che cade il giorno 29. Ma non sarà una data scelta per omaggiare il vecchio successo dell’Equipe 84. Le ragioni saranno ben altre…

Come detto potrebbe essere questo il giorno del giudizio, il giorno in cui i miracolati dai clic della piattaforma Rousseau e i miracolati parlamentari nominati nelle liste renziane potrebbero fare ciao alla politica.

Sotto sotto il tirare a campare potrebbe andar bene a tutti…

Tirare a campare, dunque, per cercare di salvare pagnotte e poltrone. E’ questa la speranza condivisa dai peones del Nazareno e da quelli del M5s. Ed è probabilmente questo l’obiettivo primario anche di Luigi Di Maio ancora tumefatto e intontito dalle legnate subite dalle urne Europee. Dato il contesto, lo spettro della chiusura anticipata dell’avventura politica per Lui non appare poi tanto lontano. Meno male – fa notare qualcuno – che c’è Alessandro Di Battista il quale pensa di chiedere una deroga al limite del doppio mandato…

Ma non è tutto.

A ben guardare, il tirare a campare fino al 21 luglio potrebbe essere anche l’obiettivo primario di Matteo Salvini il quale eviterebbe così il rischio di accollarsi unicamente sulle proprie spalle il lavoro sporco della prossima Manovra di Bilancio, una Manovra che – a sentire gli esperti – dovrebbe comportare per gli italiani lacrime e sangue.

Meglio allora far saltare tutto dopo il 21 luglio. E poco importerebbe se il Paese fosse consegnato all’Esercizio provvisorio e a un Governo tecnico. E’ la politica, ragazzi!

19/06/2019  h.17.20