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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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L’Europa di pace nella voce delle donne.

L’Europa di pace nella voce delle donne.

23 Marzo 2025 Off di Nunzio Ingiusto

Lunedì 24 marzo in un Liceo di Pomigliano d’Arco, la voce di Edith Bruck e la storia di quattro donne-simbolo di riscatto e di difesa della democrazia.

Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica

Non sono giorni pacifici per l’Europa che dopo decenni torna a preoccuparsi della sua difesa. Molte cose si agitano nei 27 Paesi membri dell’Ue. C’è chi da posizione di alta responsabilità calpesta documenti e atti fondamentali per la costruzione di un Continente democratico e chi indaga sul cammino di una storia che non va dimenticata. Il racconto è tortuoso e triste per i misfatti compiuti dall’uomo verso altri uomini, misfatti coperti dal peso del pentimento. Il tempo passa e le ferite non sanate tornano a sanguinare. I medici che le curano sono molti, ma spesso male attrezzati. Sulle generazioni nate nel dopoguerra pesa, tuttavia, il senso della memoria, la responsabilità della difesa della pace e della convivenza, valori non sempre al riparo da agguati. Le piazze e la scuola negli ultimi tempi sono tornati a essere il luogo di testimonianza viva contro barbarie e brutalità, ancora così diffuse nel mondo. Bisogna essere soddisfatti perché migliaia di giovani rovesciano lo stereotipo del disimpegno e della negligenza. È lecito dire ancora che i buoni maestri producono buoni frutti ?

Europa casa nostra

Dentro testimonianze autentiche contro le guerre, si va affermando la narrazione di una resistenza politica e culturale al femminile. L’esposizione di avvenimenti europei e italiani attraverso lo studio e la valorizzazione di donne rappresentate da giovanissime che le hanno conosciute spesso fuori dai testi scolastici. Vale per l’Europa, vale per il mondo intero e ci rende partecipi, perché tonifica l’identità di tutti noi che riconosciamo l’Europa pacifica come casa nostra. Osservando anche quel che si muove lontano dai palcoscenici mediatici. In un liceo di Pomigliano d’Arco quel tipo di testimonianza resistente, si è fatta concreta, è diventata “ racconto femminile che trova radici nella Costituzione italiana e nelle fondamenta della Comunità Europea ” dice Clelia Politano, docente di storia e filosofia. Lunedì 24 marzo nel suo Liceo Vittorio Imbriani, la professoressa modera “Custodia di memoria: la guerra non ha corpo di donna“ un dibattito e molto altro di profondo e riflessivo. Politano ha coordinato un progetto con gli studenti. Sono previsti gli interventi della scrittrice Edith Bruck, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, di Maria Antonietta Selvaggio, Vice Presidente della Fondazione Thetys Museo del mare di Napoli e di Maria Iervolino, dirigente scolastico. “La guerra non ha corpo di donna” è il titolo di un documentario preparato dalle ragazze della scuola.

Quattro donne simbolo

Sono passati 80 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e le donne riprendono il loro spazio nella narrazione della storia. Le studentesse in un meritorio sforzo di creatività, nel video rappresentano il sacrificio di quella parte di popolazione che ha pagato un prezzo assurdo alla crudeltà della guerra. Un lavoro che trasforma la memoria in azione e resistenza, entrambe connesse alla volontà di respingere aggressioni e conflitti.  “Abbiamo svolto un lavoro di attenta ricostruzione storiografica e diaristica dei pensieri di quattro testimoni del XX secolo: Luciana Nissim, Teresa Noce, Elisa Springer, Simeone Veil ” spiega Clelia Politano. E sono le ragazze a presentarcele in anteprima: Luciana Nissim, medico e amica di Primo Levi, appartenente a una cellula della resistenza piemontese; Tersa Noce, prigioniera politica nel campo femminile di Ravensbruck, poi madre costituente; Elisa Springer, sopravvissuta ad Auschwitz, ebrea naturalizzata italiana,  tra le prime a testimoniare gli esperimenti di sterilizzazione di massa; Simeone Veil, sopravvissuta ad Auschwitz, prima magistrato di Francia, prima donna presidente del Parlamento europeo. Tutto quello che vedremo lunedì 24 marzo nel Liceo Imbriani è parte di un progetto fondato sulla memoria storica e civile della democrazia, sostenuto dalla Dirigente Maria Iervolino, qualcosa che scopre la forza della relazione tra universo femminile e lotta. E  sì  che i buoni maestri servono, soprattutto quando ci fanno scoprire buoni esempi. Ci viene ricordata la frase di Fabrizio De André ” le donne erbe infestanti” riscritta ora in positivo, capovolta dalla tenacia e dalla forza di quattro donne simbolo.Trama riuscita che ci spinge silenziosi a stare tra il pubblico.

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