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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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L’Europa senza materie prime è in ritardo sul riciclo. Nuove regole per un’economia circolare

L’Europa senza materie prime è in ritardo sul riciclo. Nuove regole per un’economia circolare

22 Maggio 2026 Off di Nunzio Ingiusto

Il mercato europeo delle materie prime da riciclo è in sofferenza. Tutto ciò che riguarda l’economia circolare, gli appovvigionamenti energetici, il passaggio dalle fonti fossili alle rinnovabili, avanza a ritmi inconciliabili con nuovi modelli di sviluppo. Il riuso delle materie prime è strategico ed ha effetti su gran parte delle filiere produttive. I ritardi, intanto, si accumulano e la prospettiva di un’ economia con meno sprechi si allontana.

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I ricercatori del Laboratorio Ref di Milano  hanno appena pubblicato uno studio sulla “Circular Economy Act”, la nuova legge europea sull’economia circolare attesa entro fine anno. Lo studio, curato da Andrea Ballabio, Donato Berardi, Nicolò Valle, ha stimolato queste domande.

Davvero il mercato delle materie da riciclo è così in difficoltà ?
“ Si e le disfunzioni accumulate nel tempo – normative, economiche, strutturali – hanno reso evidente che le politiche ambientali da sole non bastano a innescare una trasformazione reale del sistema produttivo. È in questo contesto che si inserisce il “Circular Economy Act”, atteso per il terzo trimestre del 2026 e  destinato a diventare lo strumento normativo con cui l’Unione Europea riscrive le regole del gioco per il comparto del riciclo. L’obiettivo è ambizioso: creare un mercato unico per i rifiuti e per le materie prime seconde (MPS)”.
A che punto è il provvedimento ?
“È in una fase pre-legislativa avanzata. La natura giuridica non è stata ancora definita in modo univoco, ma l’ipotesi più accreditata è che comprenda uno o più regolamenti. Una forma che garantirebbe la sua applicazione diretta e uniforme in tutti gli Stati. La questione centrale che si intende affrontare è la lentezza della transizione verso la circolarità, imputabile tanto a carenze normative quanto a fallimenti di mercato che rendono i materiali riciclati ancora troppo spesso svantaggiati rispetto alle materie vergini”.
Quale posizione occupa l’Italia rispetto agli altri paesi europei ?
“L’Italia ha una posizione di primo piano nel senso che ha primati nel recupero di materia e si distingue per il proprio tasso di circolarità mediante il “Circular Material Use Rate” (CMUR). Al tempo stesso non è immune dalle fragilità strutturali che affliggono il settore a livello continentale. Le filiere delle plastiche e dei tessili, in particolare, mostrano segnali di crisi che rendono urgente un intervento normativo di ampio respiro”.
Quali sono oggi le principali criticità che frenano il mercato unico delle MPS?
“Le sfide strutturali al centro del dibattito istituzionale sono molteplici. La prima riguarda la creazione di condizioni di mercato favorevoli al recupero delle Materie Prime Seconde, a partire da quelle critiche, e la riduzione della frammentazione che ancora caratterizza il mercato unico. Quest’ultima è alimentata soprattutto dall’assenza di criteri armonizzati per la cessazione della qualifica di rifiuto che determina il momento in cui un rifiuto diventa legalmente  Materia Prima Seconda”.

C’è un pò di disordine 

” Si, ogni Paese applica criteri propri, con il risultato che lo stesso materiale può essere trattato come rifiuto in uno Stato e come risorsa in un altro. Questo genera distorsioni sulla concorrenza e sulla circolazione delle merci.

Ma quali obiettivi strategici vuole raggiungere  la Commissione europea ?
“Le ambizioni della Commissione Europea si articolano tra: accelerare la transizione; definire regole chiare, semplici e digitali per i rifiuti e le MPS; incrementare i volumi di raccolta differenziata; migliorare la quantità e qualità delle MPS europee e aumentarne il loro utilizzo; potenziare le infrastrutture di raccolta, selezione e riciclo; ridurre la produzione di rifiuti”.
Per chiudere, il  Circular Economy Act può determinare una svolta per la competitività europea?
Il “Circular Economy Act” ha la possibilità concreta di segnare un passaggio cruciale nell’evoluzione delle politiche europee. La condizione è di riuscire a superare un approccio meramente ambientale in favore di una visione integrata che tenga insieme competitività industriale, coerenza normativa e stimoli di mercato. Il mercato unico europeo dei rifiuti e delle MPS soffre di criticità profonde. Alla nuova legge è affidato il compito di correggerle con strumenti finalmente all’altezza della sfida”.

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