Libertà di pensiero, il Premio Sacharov all’opposizione in Venezuela

Libertà di pensiero, il Premio Sacharov all’opposizione in Venezuela

26 Ottobre 2017 0 Di Pietro Nigro

Premio Sacharov per la libertà di pensiero all’opposizione democratica in Venezuela: lo ha deciso oggi la Conferenza dei presidenti Ue.

Premio Sacharov all’opposizione in Venezuela

Il Premio Sacharov per la Libertà di pensiero 2017 va all’opposizione democratica in Venezuela e sarà assegnato, il prossimo 13 dicembre a Strasburgo.

A deciderlo, oggi, la Conferenza dei presidenti della Ue, che assegnerà il Premio all’Assemblea nazionale venezuelana e al suo presidente Julio Borges e a tutti i prigionieri politici elencati da Foro Penal Venezolano rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González.

Istituito nel 1988, il Premio Sacharov viene assegnato a persone che abbiano contribuito in modo eccezionale alla lotta per i diritti umani in tutto il mondo e attira l’attenzione sulla violazione dei diritti umani oltre a sostenere i vincitori e la loro causa.

Negli ultimi anni il Venezuela sta attraversando una gravissima crisi politica, e il partito al potere limita continuamente lo Stato di diritto e l’ordine costituzionale.

Nel marzo 2017 la Corte suprema ha tolto il potere legislativo all’Assemblea nazionale eletta democraticamente. “Non è solo un scontro politico in Venezuela – sono le parole con cui il presidente dell’Assemblea Julio Borges ha riassunto la situazione – È uno scontro vitale ed esistenziale basato sui valori”.

“Oggi, è nostro dovere denunciare ancora una volta la situazione inaccettabile in Venezuela – ha dichiarato oggi il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani – La dittatura di Maduro ha derubato i cittadini venezuelani dei loro diritti fondamentali, rendendo il paese spirale in una crisi economica, sociale, istituzionale e umanitaria. Negli ultimi anni, le condizioni di vita del popolo venezuelano si sono deteriorate notevolmente, costringendo un esodo crescente di cittadini a fuggire dal paese”.

L’Unione europea, dunque, che ha tra i suoi scopi istitutivi anche la promozione della democrazia e la tutela dei diritti umani fondamentali, sia al suo interno che all’esterno, scende apertamente in campo e con un gesto dal grandissimo valore simbolico, contro il regime venezuelano, che detiene milioni di uomini e donne in ostaggio e ne calpesta la dignità.

“Con l’assegnazione del Premio Sacharov per la libertà di pensiero all’opposizione democratica in Venezuela,  – ha spiegato Tajani – stiamo riaffermando il nostro sostegno incessante all’Assemblea Nazionale del Venezuela, eletta democraticamente. Chiediamo anche la transizione pacifica verso la democrazia che il popolo venezuelano desidera disperatamente. Questo premio non solo riconosce la lotta coraggiosa dell’opposizione democratica del Venezuela, ma anche il Parlamento europeo vuole esprimere la sua vicinanza e rendere omaggio al popolo venezuelano: a tutti coloro che sono stati ingiustamente imprigionati per esprimere la propria opinione, a coloro che lottano per sopravvivere quotidianamente a causa di un regime brutale, a quelle famiglie in lutto perché hanno perso i propri cari in mesi di proteste ininterrotte per la libertà “.

 

Venezuela, una situazione drammatica

Secondo l’ultima relazione del Foro penal Venezolano, organizzazione che offre tra l’altro assistenza legale gratuita a tutte le vittime di arresti arbitrari, torture e violenze, il numero dei prigionieri politici è salito a oltre seicento. Tra i prigionieri politici figurano leader di primo piano dell’opposizione quali Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González. Dall’inizio dell’anno sono stati uccisi oltre 130 oppositori e più di 500 sono stati arrestati arbitrariamente.

Leopoldo Lopez, in particolare, è stato prima tenuto in prigione per tre anni, poi, nel luglio scorso, messo agli arresti domiciliari, per essere nuovamente portato in carcere ad agosto.

E anche un altro leader di rilievo dell’opposizione, Antonio Ledesma, ex sindaco di Caracas, è agli arresti domiciliari ormai da tre anni, così come i sindaci di Iribarren, Alfredo Ramos, e di San Cristobal, Daniel Ceballos, come pure lo studente attivista Lorent Saleh. Tra i prigionieri politici figurano due cittadini spagnoli, Andrea Gonzales e Yon Goicoechea.