Libia: ridotti al minimo, ma ci siamo ancora

Libia: ridotti al minimo, ma ci siamo ancora

24 Agosto 2020 0 Di Corrado Corradi

In LIbia tanti dicono la loro. In Italia solo il ministro Guerini si è intestardito e si è aggrappato alla nostra ex “quarta sponda”: aiutiamolo!

Libia, ridotti al minimo ma ci siamo

Mentre i più importanti attori impegnati sullo scenario libico (Turchia, Qatar, Egitto, Francia) si muovono su quello che un tempo sarebbe stato il nostro “terreno di caccia” e dove avremmo dettato le regole del gioco, l’Italia, grazie comunque all’incaponimento del miglior ministro di questo governo, il responsabile della Difesa Guerini, il quale, approfittando di essere considerato l’ultima ruota del carro da questo esecutivo di inetti, ne ha approfittato per agire quasi in autonomia e si è aggrappato con le unghie e i denti a quella che ormai è diventata la nostra ex-quarta sponda sperando di scucire qualche cosa.

Ecco infatti schierato, nel porto di Tripoli, quel poco che può schierare un volenteroso ma negletto Ministro della Difesa: Nave Pantelleria a supporto e coordinamento delle attività della Guardia costiera di Tripoli contro l’immigrazione illegale, e una settantina di soldati per la realizzazione di un polo sanitario militare e per l’attività di sminamento (ma il loro numero è destinato ad incrementarsi).

Infatti, gli accordi messi a punto dal nostro Ministro della Difesa prevedono un rafforzamento del supporto italiano anche nel settore della formazione militare con la creazione di Scuole Militari con istruttori italiani. 

Tutto sommato, stante un banco in cui noi abbiamo perso tutte le fiches più importanti e i due giocatori dominanti (Turchia e Qatar) si sono dati da fare non poco per estrometterci, il risultato portato a casa dal Ministro della Difesa si può definire positivo… questo risultato, ascrivibile al solo Guerini, tuttavia non deve farci dimenticare l’enorme smacco strategico che abbiamo subito a causa di un governo formato al 99% da inetti che ci hanno fatto perdere la “quarta sponda”.

Ok, siamo in pochi e più che il SAR, la sanità, lo sminamento e forse la formazione di futuri ufficiali e Sottufficiali libici non ci è dato di fare ma siamo lì.

Dunque, “stringiamoci a coorte”, e difendiamo quel poco che il Guerini è riuscito a scucire.

Un Ministro della Difesa, pur bravo, avrà bisogno del supporto collegiale del governo per riuscire a contrastare i vari diktat che la Turchia, ora “protettore” della Libia in vece dell’Italia, non mancherà di imporci.

Questa sarà la madre delle battaglie che Guerini sarà chiamato a combattere affinché l’Italia permanga in quel paese e magari, in futuro, riacquisti le posizioni perse… è la peggiore delle battaglie perché non si tratta di combattere un nemico ma di contrastare il peggiore fronte interno: quello di un governo inetto, miope e, forse, anche venduto.